Caro Enrico,
innanzitutto ti ringrazio per le parole di apprezzamento, la solitudine che vivo all’interno del Consiglio Comunale non è sempre facile da affrontare, ma sapere che in paese ci sono tante persone che ci sostengono, sempre più numerose vista la situazione che stiamo vivendo, ci conforta e ci da la giusta forza e motivazione per portare avanti l’impegno che abbiamo preso con i cittadini.
Le preoccupazioni che manifesti nella tua lettera aperta sono le stesse che condividiamo all’interno del nostro gruppo CORTINA BENE COMUNE, le stesse che raccolgo ogni giorno tra i residenti ma anche tra gli ospiti che frequentano da anni Cortina d’Ampezzo.
Come sottolinei nella tua lettera, il malessere sempre più diffuso tra la popolazione ha per buona parte radici proprio nella mancanza di trasparenza e condivisione riguardo le grandi opere che si stanno portando avanti, e nel fatto che la troppa attenzione a queste ha portato l’Amministrazione a perdere di vista le esigenze della comunità che qui vive ed opera.
In ogni comunità è normale poter avere opinioni diverse rispetto a certe scelte, non è normale invece la mancanza di condivisione, di confronto, non è normale bollare ogni forma di dissenso come polemica o tentare di screditare chi la pensa diversamente; il voto dato per guidare un paese non è una delega in bianco per decidere al chiuso di palazzo, ma purtoppo ad oggi non c’è dialogo nemmeno con i consiglieri di minoranza.
Fin dal principio abbiamo sempre richiesto trasparenza e informazioni, assemblee pubbliche per condividere i progetti di maggior impatto come la pista da bob, la stazione, ottenendo sempre risposte vaghe, continui rinvii e promesse mai mantenute.
Noi di CORTINA BENE COMUNE ci siamo attivati, con l’aiuto di Associazioni e del Comitato Civico, per coinvolgere ed informare i cittadini di Cortina e, per essere del tutto sincera, all’inizio non è stato facile ottenere riscontro; è adesso, che i disagi e le incertezze per il futuro si sono manifestate in modo eclatante, che molti hanno preso coscienza dei rischi che sta correndo la nostra comunità.
I cambiamenti in atto, sia dal punto di vista sociale che economico e ambientale, ci impongono un cambio di direzione, un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, sul consumo di suolo non è più sostenibile e la natura stessa ce lo sta dimostrando ogni giorno.
Con il tuo lavoro di Guida Alpina hai avuto modo di confrontarti con un tipo di turismo che non si concilia con l’ambiente montano, il traffico intenso, i fenomeni di overtourism stanno togliendo bellezza e identità alla montagna; in molte vallate alpine si sta prendendo coscienza che il turismo è si la nostra fonte di reddito primaria ma non può prescindere dalla qualità della vita e dal benessere delle popolazioni residenti.
I dati demografici ci mostrano un paese con sempre meno nascite (l’anno scorso sono nati 17 bambini!) e sempre meno giovani, vuoi per scelte di vita o per l’impossibilità di trovare casa, e ci prospettano un futuro incerto o quanto meno diverso per questa comunità, ma voglio essere ottimista e pensare che questo paese ce la possa fare, non tanto per merito dei Grandi Eventi o delle grandi opere, ma piuttosto partendo dalle esigenze dei residenti, dal rispetto per l’ambiente e soprattutto ce la farà se diventeremo “cittadini attivi”, partecipi e responsabili della vita del paese, impegnati nel perseguire il BENE COMUNE.
Un caro saluto
Roberta de Zanna
QUI la lettera di Enrico Maioni