«Il nuovo Piano Economico e Finanziario (PEF) dello Sliding Centre conferma i timori che abbiamo sollevato negli anni: il problema non è più solo quanto è costata la pista, ma quanto continuerà a costare alla collettività. L’aggiornamento del PEF, datato febbraio 2026 e mai reso pubblico, secondo le notizie di stampa, prevederebbe un aumento dei costi per il 2027 da 1,111 a 1,332 milioni di euro. Le perdite potrebbero superare gli 800 mila euro annui e, nel periodo 2027-2032, arrivare a raddoppiare rispetto alle stime precedenti.
Preoccupa soprattutto la struttura del piano: le uscite sono concrete e immediate, mentre una parte decisiva delle entrate è affidata a opere che non hanno ancora un gestore, non sono completate o, addirittura, non esistono ancora. La foresteria degli atleti, la piazza del Mercato, la cabinovia Apollonio-Socrepes e le attività legate al trampolino sono infatti le opere sulle quali si fondano ricavi ancora tutti da verificare. Insomma, i costi sono certi, le entrate sono ipotesi.
Il Comune di Cortina coprirà la differenza, o la Regione? Chiediamo che il PEF venga discusso nel Consiglio regionale, insieme ai dati utilizzati da KPMG, e che sia chiarito una volta per tutte chi sarà chiamato a sostenere le perdite, non basta inaugurare un’opera per poterla considerare un successo, anche perché la pista da bob ha comportato un danno ambientale altissimo, e come temevamo, è destinata a diventare una ‘cattedrale nel deserto’. Purtroppo, la pista è l’emblema dell’eredità pesante dei Giochi: infrastrutture costose e ambientalmente impattanti, gestione incerta e il rischio che alla fine siano gli enti pubblici a dover intervenire. Servono trasparenza, responsabilità e soprattutto una risposta precisa sul futuro.
Da sei anni siamo gli unici a denunciare questa situazione e a portare alla luce le responsabilità politiche di chi, a partire dal presidente Zaia, ha venduto ai veneti il progetto della pista da bob come un grande vantaggio per il territorio, mentre oggi ci troviamo davanti all’ennesimo conto da pagare: dopo la Pedemontana, un’altra opera costosissima, ambientalmente devastante e destinata a scaricare sulla collettività debiti e perdite».
Così in una nota le esponenti di AVS Elena Ostanel, consigliera regionale veneta, Luana Zanella, capogruppo alla Camera, e Cristina Guarda, europarlamentare.