C'è una domanda semplice a cui l'assessore Giorgio Da Rin dovrebbe rispondere: perché un amministratore pubblico sente il bisogno di intervenire nella nomina del presidente di un consorzio composto da otto società private?
La scelta di Renzo Minella alla guida di Cortina Skiworld può piacere oppure no. Ma resta una decisione assunta dagli esercenti degli impianti, non dal Comune. Eppure Da Rin l'ha definita «un fallimento del sistema Cortina» e la prova dell'incapacità del territorio di esprimere una classe dirigente autonoma.
Parole pesanti, ma da lui siamo abituati.
Cortina Skiworld è una società privata, un consorzio che riunisce le società impiantistiche di Cortina, San Vito e Auronzo-Misurina per promuovere e coordinare la loro attività. I soci hanno scelto Minella, direttore di Faloria spa, e ne assumono la responsabilità.
L’assessore interviene invece nel merito della scelta, la giudica e la trasforma in una questione politica.
Da Rin accusa il territorio di non saper esprimere una classe dirigente autonoma, dimenticando che negli ultimi anni le principali scelte strategiche del Comune di Cortina sono state affidate esternamente al Commissario governativo o ai privati della finanza di progetto. L'autonomia vale solo quando decidono gli altri? E poi dovremmo epurare tutti i manager delle società locali che non hanno il pedigree che piace all’assessore?
Ricordiamo che un assessore dovrebbe favorire il dialogo tra gli operatori del territorio, invece di alimentare uno scontro pubblico tra realtà economiche che dovrebbero collaborare. Questi atteggiamenti dividono il sistema Cortina, che ha bisogno di condivisione e armonia, non dirigismo e rancore.