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Parco delle Dolomiti d'Ampezzo tra promozione e tutela

Lettere al giornale

26/08/2026

Buonasera,
Sono un vecchio geologo laureato all’Università di Ferrara con una tesi e una pubblicazione sulle arenarie del Falzarego (vecchio nome formazionale). Frequento Cortina d’Ampezzo da quando avevo 5 anni (ora ne ho 75).

Vi scrivo per esprimervi il mio disappunto circa i dirigenti del Parco in oggetto. Ho sempre sognato, come vi sono in altre parti del mondo dove vi sono località di enorme interesse naturalistico-geologico, di avere dei sentieri geologici dove vi siano dei view points dove vengano spiegati la serie geologica e i fenomeni geologici più interessanti. Cortina e le sue Dolomiti sono un meraviglioso museo geologico all’aperto. Ho spiegato questa idea sia al precedente direttore sia all’attuale direttrice e mi è stato risposto che non è fattibile per i costi  ed è inoltre dannosa per l’attuale overtourism perché andrebbe ad incrementare informazioni dannose. Trovo la risposta bizzarra.

Un progetto intelligente implementato da Francesco Chiamulera con i suoi totem “Accadde a Cortina” dove si racconta la storia di Cortina attraverso gli intellettuali che l’hanno frequentata funziona egregiamente.

Sentieri geologici sono stati implementati a Predazzo e sono molto interessanti.

Inoltre faccio presente che le Alte vette dell’alto Boite (S.Vito) hanno fatto una cosa simile, di cui allego un esempio visibile alla F.lla Ambrizzola (vedi foto in alto). Non capisco quindi perché non sia possibile implementare in maniera vasta una simile idea. Con i fondi del PNRR credo che si sarebbe potuta avere una grande occasione e non lo si è fatto.
Secondo me anche per problemi di vision.

Le Dolomiti d’Ampezzo dovrebbero essere gestite come i grandi parchi americani con punti di accoglienza con ranger che tutelano anche il territorio dal cosiddetto overtourism. Ma forse questi sono i sogni di un vecchio geologo che ama ed amerà sempre queste località.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Alessandro Gradenigo


Risponde la direttrice del Parco Naturale delle Dolomti d'Ampezzo, Martina Siorpaes:

Leggiamo quanto scritto dal Dott. Geologo Gradenigo e ci rammarichiamo che, a proposito di visione delle cose, come spesso accade, le persone siano estremamente attente a proporre quanto nell’interesse personale del singolo, tutto lecito e condivisibile, ma non siano altrettanto portate ad ascoltare e recepire le argomentazioni di chi, ogni giorno, si trova a dover affrontare le sfide richieste al fine di rendere godibili le bellezze che sono state regalate alla nostra valle e che, in parte, chi da tempo immemore le governa ha saputo plasmare e conservare nella maniera più consona possibile, anche a beneficio di tutti gli ospiti.

La gestione di un Parco ma, allo stesso modo, di tutto il territorio “naturale”, soprattutto in un luogo come Cortina, è un tema complesso che necessariamente richiede di dover fare i conti con la valutazione degli innumerevoli aspetti e delle enormi pressioni che influiscono sulle componenti ambientali le quali, per quanto ci riguarda, hanno priorità assoluta di conservazione, dettano le scelte e stabiliscono una sorta di gerarchia nelle questioni essenziali da affrontare, impegnando i nostri guadiaparco nelle più svariate incombenze.

Va da sé che le risorse economiche e umane di cui disponiamo, che non sono illimitate e che per una consistente parte sono messe a disposizione da un ente privato quali sono le Regole d’Ampezzo, vengano indirizzate preferibilmente verso gli aspetti che riteniamo più opportuni, innanzitutto in funzione della tutela ma, allo stesso tempo, in maniera che possano risultare accattivanti e soprattutto educativi per la più ampia platea di persone possibile, senza dimenticare poi la messa in sicurezza e il ripristino dei luoghi in un epoca di cambiamenti climatici e grandi perturbazioni ambientali.

In questo momento storico è proprio il territorio che paga lo scotto dell'enorme pressione dei fruitori, e ne è consapevole più di tutti chi lo amministra e gestisce quotidianamente; a dispetto di chi continua a promuovere, a volte suo malgrado, non disponendo di altri strumenti, si è costretti a mettere un freno ad iniziative che potrebbero impattare ed incentivare ulteriormente la pressione antropica; tuttavia, non riteniamo l'aspetto geologico, geomorfologico, glaciologico e paleontologico di secondo piano; sono state infatti investite risorse e intraprese iniziative per lo studio, la valorizzazione e la divulgazione didattica anche di tali questioni; semplicemente riteniamo di poter utilizzare canali diversi e meno impattanti sul territorio per farlo (vedi pubblicazioni diverse e museo delle Regole ove per tutto il mese di luglio e agosto è stata peraltro ospitata gratuitamente la mostra: “Dolomiti: in cammino nella geologica della meraviglia” della Fondazione Dolomiti UNESCO).

Ciò nonostante, se questa è una nostra mancanza, accettiamo la critica in maniera costruttiva. Il nostro Parco, di modeste dimensioni se rapportato all’estensione di molti Parchi Nazionali e soprattutto di quelli americani che vengono citati (realtà ben lontana dalla nostra situazione e non replicabile visto il diverso contesto ambientale ed economico), non ambisce sicuramente ad uniformarsi al modello americano, ma preferisce mantenere la propria specificità, pur consapevole che si può sempre migliorare, così come lo dimostra il fatto che non ci siamo sottratti ad ascoltare le altrui considerazioni...

Ringrazio tuttavia personalmente il Dott. Gradenigo per i modi molto rispettosi e cortesi dimostrati in sede di colloquio, ma lo inviterei altresì in un prossimo futuro, nel caso dovesse accadere una situazione analoga, a manifestare apertamente ed in maniera più decisa il suo pensiero di fronte all’interlocutore in caso di dissenso in quanto credo che la trasparenza e l’onesta intellettuale siano tra le caratteristiche più apprezzabili in una persona.

Da ultimo suggerisco un’attenta visita al seguente indirizzo mail a cura della Fondazione Dolomiti UNESCO: https://dolomitesgeotrail.com/

 

Cordiali saluti.

la direttrice
Martina Siorpaes