Pascolo dei Ronche: la preoccupazione di de Zanna sul materiale depositato
    

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Pascolo dei Ronche: la preoccupazione di de Zanna sul materiale depositato

Redazione

18/07/2026

COMUNICATO STAMPA – PASCOLO DE I RONCHE

«C’era una volta un pascolo dolce ed ubertoso........potrebbe cominciare così la triste storia del pascolo dei Ronche a Cortina d’Ampezzo.

Infatti, su quello che era uno dei pascoli più fecondi della valle in quanto composto da terra rossa del “Raibl” (un tipo di roccia), dal 2018 e successiva proroga è in essere un progetto di “ricomposizione ambientale” che permette il conferimento di circa 39.000 metri cubi di terreno vegetale, laddove con questo termine si intende un terreno ricco di sostanza organica, microorganismi, humus e nutrienti, non certo un generico materiale di scavo.

Dopo la rinuncia al suo acquisto da parte delle Regole d’Ampezzo, cosa di cui col senno di poi ci si rammarica, il terreno è passato di mano, per finire oggi in proprietà alla ditta Renco S.p.A. che sta realizzando il progetto dell’ ex stazione di Cortina d’Ampezzo la quale, oltre a conferire il materiale di scavo, ha ottenuto anche la possibilità di costruire una quarantina di alloggi da cantiere per i propri operai.

Speriamo almeno che questi alloggi siano destinati veramente agli operai della ditta Renco e non siano oggetto di sub-affitto, così come avvenuto per le analoghe costruzioni in località Pian da Lago in uso all’impresa PIzzarotti che aveva sub affittato per un periodo degli alloggi alla ditta Graffer e si vede ora citata in giudizio dalla stessa per i costi di vitto e alloggio considerati troppo alti! Verrebbe da sorridere se non fosse anche questo un indice delle manovre speculative di tutti i tipi in atto sul nostro territorio.

Ma tornando al nostro pascolo dei Ronche al Pra del Gabona, abbiamo presentato un’interrogazione al Sindaco per verificare se il deposito di materiale attualmente sparso su tutta la zona corrisponde veramente a quel terreno di qualità previsto nella relazione tecnica del 6 aprile 2017 che ha consentito la concessione del permesso.

Solo così si potrà sperare che un domani non troppo lontano, quel terreno possa tornare alla sua destinazione orginaria di pascolo, al servizio magari della vicina stalla, anche se purtroppo è più probabile che con tutto il materiale che è stato scaricato, ci vorranno decenni prima che si possa recuperare almeno in parte quello che era uno dei pascoli più fertili del paese.


Roberta de Zanna
CORTINA BENE COMUNE

QUI il testo dell'interrogazione