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Regole del Bellunese e parità di genere: l'incontro in Provincia con la consigliera di Parità

Redazione

15/07/2026

Poche ma animate da ottimi propositi e da una chiara visione del futuro. Si è concluso con un bilancio estremamente positivo l'incontro con gli Istituti Regolieri del Bellunese, focalizzato sullo stato dell’arte della parità di genere all'interno dei rispettivi statuti. L'evento, ospitato a Palazzo Piloni, è stato promosso e convocato ufficialmente dalla Consigliera di Parità della Provincia di Belluno, Flavia Monego.

Nonostante l'invito fosse stato esteso capillarmente a tutte le realtà del territorio e la partecipazione sia stata numericamente inferiore rispetto ai precedenti tavoli del 2024 e del 2025,il confronto, durato oltre due ore, ha confermato il valore del motto "poche ma buone".

Al tavolo di lavoro hanno preso parte cinque autorevoli rappresentanti della proprietà collettiva del territorio: Stefano Lorenzi (segretario della Consulta Veneta e presidente della Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva, nonché segretario generale delle Regole d'Ampezzo di Cortina), Andrea Talamini (presidente della Regola di Vodo di Cadore), Ivo Barattin (vicepresidente della Comunanza dell'Alpago), Silvano Mina Plaito (in rappresentanza della Regola di Casamazzagno) e Manuela Pradetto (presidente della Regola di Valle di Cadore). Le cinque realtà presenti hanno dimostrato di aver già recepito e formalizzato la parità di genere nei propri statuti. Il vero nodo della questione resta tuttavia il coinvolgimento di tutti quegli istituti che ancora non hanno compiuto questo passo fondamentale e che hanno disertato l'appuntamento.

"L'adeguamento degli statuti alla parità di genere non è solo una scelta etica, ma una necessità strategica ed economica", è stato sottolineato a margine dell'incontro.

Durante il proficuo dibattito, i presidenti e rappresentanti presenti hanno condiviso una profonda e comune riflessione , condivisa anche dalla Consigliera di Parità e maturata attraverso la loro esperienza sul campo: "Consentire formalmente la partecipazione attraverso la modifica dello Statuto è un passaggio fondamentale, ma da solo non basta. La reale inclusione non può essere affidata esclusivamente a una riga scritta. Dipende soprattutto da come una comunità riesce ad accogliere e coinvolgere le persone. Molte donne non prendono parte alla vita delle Regole non perché vi siano ostacoli espliciti, ma perché si trovano ad affrontare un contesto che non conoscono e nel quale spesso nessuno le accompagna a comprendere le dinamiche, la storia e il funzionamento l'istituzione".

Dal tavolo è emerso chiaramente come l'ingresso in un ambiente composto da persone con una lunga esperienza possa risultare impegnativo. Per molte donne esiste l'ulteriore difficoltà legata all'assenza di modelli di riferimento, alla scarsa familiarità con i meccanismi decisionali e al peso di una tradizione secolare che non prevedeva la loro presenza. Anche senza alcuna volontà discriminatoria, l'ambiente, il linguaggio e le consuetudini ereditate possono trasmettere il messaggio implicito che quello non sia ancora il loro spazio. Per questo, i rappresentanti concordano sul fatto che il percorso richieda soprattutto uno sforzo culturale: serve un clima di accoglienza, accompagnamento e coinvolgimento per rendere la partecipazione realmente accessibile a tutti. In una fase di progressivo spopolamento e di riduzione della partecipazione nei territori montani, valorizzare il contributo di ogni singola persona non è solo una questione di pari opportunità, ma una scelta indispensabile per il futuro stesso delle Regole.

A fronte di quanto emerso, la Consigliera di Parità Flavia Monego rinnova la totale disponibilità a supportare la causa in prima persona: "Sono pronta a fare la mia parte per sensibilizzare il territorio, promuovendo e organizzando nuovi incontri informativi e di confronto con tutti gli istituti del Bellunese. Dobbiamo aiutare le donne a superare queste resistenze interne e stimolare con forza le Regole rimaste indietro ad adeguare i propri statuti. Il futuro della nostra montagna e delle nostre tradizioni passa inevitabilmente attraverso una piena e reale uguaglianza".


Comunicato stampa Provincia di Belluno