Si è giovedì 2 luglio ieri, presso la sala riunioni della nuova sede della Polizia Locale di Cortina d'Ampezzo, la prima riunione operativa dedicata alla definizione delle modalità di attuazione dell'accordo che vedrà la Polizia Provinciale impegnata nel presidio del territorio montano del Comune di Cortina d'Ampezzo grazie all’accordo stipulato fra il Comune di Cortina, la Provincia di Belluno e le Regione Veneto che propone di essere un progetto pilota da attuarsi in molti altri comuni del
Bellunese.
«L'intesa siglata rappresenta un passo concreto per affrontare in modo condiviso la sfida dell'overtourism, mettendo al centro la tutela del territorio e la qualità della vita della comunità.» Queste le parole del Comandante della Polizia Locale, Luis Caranfa, che coordinerà il progetto. «Solo attraverso una collaborazione stretta tra istituzioni è possibile coniugare accoglienza, sostenibilità e rispetto dell'ambiente, garantendo una gestione efficace dei flussi turistici a beneficio dei residenti e degli ospiti»
L'attività degli operatori sarà orientata principalmente all'informazione, alla prevenzione e alla sensibilizzazione dei visitatori. Il presidio sul territorio avrà infatti il compito di fornire indicazioni sui percorsi, richiamare al rispetto delle norme di comportamento, promuovere la tutela dell'ambiente naturale e contribuire a prevenire situazioni di rischio derivanti da un approccio superficiale alla montagna.
«Quello che prende il via è un servizio che punta a essere innanzitutto vicino alle persone», dichiara l'assessore alla Polizia Locale del Comune di Cortina d'Ampezzo, Stefano Ghezze. «La nostra volontà non è quella di controllare o limitare chi frequenta la montagna, né tantomeno di fare cassa con le sanzioni, ma di accompagnare i visitatori con una presenza qualificata, capace di fornire informazioni, prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi e favorire una
maggiore consapevolezza. La montagna è un patrimonio straordinario, ma richiede rispetto, preparazione e attenzione: attraverso questo progetto vogliamo coniugare sicurezza, tutela ambientale e qualità dell'esperienza turistica».
“La convenzione che abbiamo approvato è la dimostrazione concreta di due principi cardine dell’amministrazione provinciale di Belluno - afferma Marco Staunovo Polacco - perché da un lato ci mettiamo a disposizione dei comuni per azioni di interesse comune, dall’altro mettiamo a disposizione le elevate competenze e la professionalità del nostro CPP. Per la provincia di Belluno questo è solo il primo passo - chiude Staunovo - in quanto riteniamo che questo progetto sperimentale con Cortina possa diventare una buona pratica da esportare anche in altri contesti”.
«Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni possa trasformarsi in un'azione efficace a tutela della montagna - sottolinea l'assessore regionale alla Montagna Dario Bond -. Il turismo è una straordinaria opportunità per il nostro territorio e va governato con responsabilità, investendo sulla prevenzione, sull'informazione e sulla presenza qualificata degli operatori. Cortina apre una strada che potrà diventare un punto di riferimento anche per altre realtà del Veneto, e non solo di montagna”. L'iniziativa si inserisce nella strategia condivisa tra Comune di Cortina d'Ampezzo, Provincia di Belluno e Regione Veneto, che hanno sostenuto con convinzione il percorso istituzionale che ha portato alla sottoscrizione dell'accordo, per affrontare il crescente fenomeno dell'overtourism attraverso strumenti di gestione del territorio fondati sulla presenza qualificata degli operatori, piuttosto che su limitazioni all'accesso.
Con l'avvio del presidio estivo, Cortina d'Ampezzo conferma la volontà di accompagnare la crescita dei flussi turistici con azioni concrete di educazione e prevenzione, affinché la straordinaria attrattività del territorio possa tradursi in un'esperienza di qualità per i visitatori e, al tempo stesso, nella salvaguardia di un patrimonio naturale unico.
Nella foto: il lago del Sorapis, diventato l'emblema dell'overturism tra le Dolomiti d'Ampezzo