Il Comune mette all'asta la quota parte della casa di Rosa Menardi. De Zanna non ci sta
    

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Il Comune mette all'asta la quota parte della casa di Rosa Menardi. De Zanna non ci sta

Redazione

07/05/2026

COMUNICATO STAMPA

IL COMUNE DI CORTINA VENDE I GIOIELLI DI FAMIGLIA

Il 30 aprile u.s. il Consiglio Comunale di Cortina d’Ampezzo ha approvato a maggioranza il rendiconto finanziario del 2025: c'è stato un utile di 11 milioni di euro e un fondo cassa dove si trovano immobilizzati 43 milioni di euro.

Il Comune di Cortina d’Ampezzo è un comune ricco, dove entrano tanti soldi grazie all’IMU, dove le varie perequazioni edilizie, seppur a nostro avviso sottostimate, hanno dato un profitto notevole, i contributi elargiti alle varie associazioni sportive e culturali sono numerosi e cospicui.

Non siamo dunque di fronte ad un problema di liquidità quanto piuttosto ad una scarsa capacità di investire sul territorio e sui bisogni dei residenti e quel fondo cassa di 43 milioni fermi che aumenta ogni anno lo sta a dimostrare.

Nel corso dello stesso Consiglio l’Assessore Da Rin ha sottolineato come sia stata evitata la vendita dell’ex Panificio grazie alla ristrutturazione effettuata con i fondi delle Olimpiadi, fatto sicuramente positivo anche se al momento non è chiara quale sarà la destinazione futura dell’immobile.

Con questi presupposti che bisogno e che fretta c’è di vendere i “gioielli di famiglia”? Ci siamo già giocati la stazione sul terreno delle speculazioni, con le conseguenze che vediamo, in passato altri immobili comunali sono stati venduti senza che poi il ricavato sia stato reinvestito per sopperire al bisogno di case per i residenti e ora si vuole vendere al privato anche la casa di “Rosa de chi de Ico”.

Questa casa appartiene al patrimonio storico- culturale di tutti noi, un edificio storico che risale al 1476 per il quale era prevista una destinazione a museo etnografico, non è giusto, non è etico disfarsene e lasciare che vada in mano ai privati.

Stiamo assistendo ad una continua perdita del patrimonio immobiliare in possesso dei residenti di Cortina d’Ampezzo con conseguente riduzione della popolazione ma se il privato può giustamente disporre della proprietà come meglio crede, lo stesso non può fare il pubblico.

La salvaguardia della nostra comunità e della nostra identità passa anche attraverso la conservazione dei nostri beni storici e un’amministrazione che ha ancora un anno soltanto di mandato e che in questi quattro anni ha gestito l’evento olimpico dimenticandosi completamente delle esigenze della popolazione, dovrebbe rivedere questa decisione, non abbiamo bisogno di soldi facili svendendo le proprietà comunali ma piuttosto di ritrovare la coesione intorno ai principi che ci rendono “comunità” e non “comitato d’affari”.


Roberta de Zanna
Corina Bene Comune