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Funivia Apollonio-Socrepes: presentato un esposto alla Corte dei conti

Marina Menardi

15/04/2026

«Abbiamo presentato un esposto presso la Procura veneta della Corte dei Conti sperando che si possa far luce sulle risorse economiche impegnate in un inutile mega progetto che, peraltro, continua a non veder luce. Presentata come un’opera strategica per la mobilità durante le Olimpiadi, ricordo che ancora oggi l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie delle infrastrutture (Ansfisa) non ha potuto rilasciare il Nulla osta all’esercizio, indispensabile per l’apertura dell’impianto al pubblico e non ha potuto svolgere gli indispensabili collaudi».

Lo rende noto Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera, la quale sottolinea che «il progetto della funivia aveva un costo iniziale di 22,8 milioni di euro, saliti a 35 milioni, mentre persistono criticità legate alla stabilità dei versanti montani e alle condizioni geologiche e idrogeologiche dell’area: la funivia in sostanza poggia su un terreno fragilissimo lungo il quale è già aperta una faglia. Aver insistito per realizzare questo investimento è completamente fuori dall’interesse e dalla sicurezza della comunità della valle del Boite. Si tratta di problematiche gravissime, tanto che Ansfisa rispondendo ad una nostra lettera ha reso noto che attualmente manca la documentazione tecnica necessaria per il completamento dell’opera» conclude Zanella.

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L'ESPOSTO IN BREVE:

Oggetto: Segnalazione alla Corte dei Conti su possibili irregolarità nella procedura di affidamento dell’appalto per la realizzazione di un impianto di risalita a Cortina d’Ampezzo, opera strategica per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.

Contesto e Governance:

  • L’intervento rientra tra le opere infrastrutturali previste dal Piano degli interventi per i Giochi, sotto la responsabilità della società pubblica SIMICO S.p.A., partecipata in maggioranza dallo Stato e sottoposta a controllo pubblico.

  • SIMICO ha il compito di progettare e realizzare le opere, agendo come centrale di committenza e stazione appaltante.

Procedura di Gara e Criticità:

  • La prima gara pubblica per l’appalto integrato (progettazione ed esecuzione lavori, valore oltre 22 milioni di euro) è stata annullata a causa della violazione della segretezza sui nominativi dei partecipanti, con conseguente compromissione della trasparenza.

  • Successivamente, il Commissario Straordinario (anche AD di SIMICO) ha avviato una nuova procedura in regime derogatorio, giustificata dall’urgenza e dalla necessità di rispettare i tempi olimpici.

  • La gara aperta è andata deserta; l’appalto è stato quindi affidato tramite procedura negoziata senza bando all’impresa Graffer S.r.l., il cui titolare risulta coinvolto in procedimenti giudiziari per turbativa d’asta.

Aspetti Tecnici e Ambientali:

  • I principali operatori europei del settore hanno rifiutato di partecipare, ritenendo i tempi di realizzazione (6 mesi) irrealistici, soprattutto per la complessità geologica del sito.

  • Durante i lavori sono emerse gravi criticità geologiche (fratture nel terreno, area classificata a pericolosità elevata dal CNR-IRPI), con pareri tecnici e autorizzazioni rilasciati solo a lavori già avviati.

  • L’ANSFISA ha confermato la mancanza di documentazione tecnica necessaria e l’assenza di autorizzazioni per l’apertura dell’impianto anche a ridosso dell’inizio dei Giochi.

Impatto e Richiesta di Verifica:

  • L’opera, dichiarata strategica, non è risultata completata neppure al termine delle Paralimpiadi, con un aumento dei costi stimato a 35 milioni di euro.

  • Si evidenziano rischi di danno erariale, inefficienza nell’uso delle risorse pubbliche, possibili violazioni delle norme sugli appalti e criticità ambientali.

Conclusione: Si richiede alla Corte dei Conti di accertare la regolarità delle procedure adottate, la correttezza nella gestione delle risorse pubbliche e le eventuali responsabilità amministrative e finanziarie connesse all’intervento.

 

Pe leggere  l'esposto, clicca QUI