«Chiediamo di sapere se siano in corso lavori nel cantiere della Variante di San Vito in Cadore, se è vero che le penali per i ritardi nell’ultimazione dell’opera abbiano superato il 10% dell’importo dei lavori e nel caso se non si ritenga risolto il contratto d’appalto, quali siano le responsabilità di A.N.A.S., in particolare riguardo l’eventuale danno erariale connesso all’avvio di un opera i cui obiettivi risultano totalmente disattesi nel corso del tempo e che ha comportato un rilevante danno ambientale con la distruzione di beni naturalistici e paesaggistici: infatti, non esistono più i prati che contornano tutta la parte bassa del paese, protetti da vincoli speciali (prati stabili) di altissimo pregio naturalistico ambientale, e il relativo habitat».
E’ quanto chiede l’interpellanza urgente della capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella alla quale risponderà il Governo domani in aula.
«Ricordo che il Piano complessivo delle opere da realizzare in funzione delle olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, previsto dal decreto di Palazzo Chigi dell’8 settembre 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 22 settembre 2023, non comprendeva la Variante che risulta dunque fuori da ogni programmazione legislativa mentre é forte il rischio idrogeologico che incombe sull’abitato di San Vito di Cadore e sull’area ‘tombotto’ della SS 51 in corrispondenza della quale è stato costruito il ponte della Variante», aggiunge Zanella.
Variante di San Vito - foto del 13 gennaio 2026