Una lettera aperta al Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio affinché dia ottemperanza piena al Decreto di tutela dell’area dell’ex stazione ferroviaria di Cortina. È l’iniziativa partita da Giovanna Ceiner, di Italia Nostra di Belluno, e Carlo Giacomini, urbanista, già docente pianificazione IUAV-VE e sottoscritta da un lungo elenco di docenti universitari, professionisti, funzionari pubblici architetti, urbanisti, storici, giuristi attivi nella tutela dei beni culturali e ambientali.
La lettera è stata spedita al Soprintendente Marta Mazza il 23 marzo, due giorni prima della Conferenza dei Servizi di oggi (25 marzo) di approvazione della “Fase 2A” del progetto di riqualificazione del comparto dell’ex stazione, che prevede la costruzione di tutti i fabbricati fuori terra di nuova costruzione, oltre alla sistemazione del piazzale sul quale insiste un vincolo monumentale.
Gli edifici fuori terra consistono in un albergo più 4 edifici privati con relative pertinenze interrate e un edificio pubblico così composti: albergo di 2.746 mq; edificio di 1.563 mq. di cui 1.024 mq. appartamenti e 532 mq. di attività commerciale (negozi o altro); edificio di 940 mq. di cui 695 mq. appartamenti e 238 mq. di attività commerciale (negozi o altro); edificio di appartamenti di 770 mq.; edificio di appartamenti di 776 mq; edificio pubblico con funzione di “control room” del parcheggio interrato e con le principali risalite dall’autorimessa interrata.
Questa fase progettuale non include la sistemazione dei rimanenti edifici esistenti, quale il fabbricato storico dell’ex-stazione ferroviaria.
«Uniti per la tutela del complesso dell’area dell’ex Stazione Ferroviaria di Cortina, rivolgiamo alla Soprintendente per la provincia di Belluno, dott.ssa Marta Mazza, il nostro appello affinché, nella Conferenza dei servizi di mercoledì 25 marzo in cui è chiamata ad esprimere il proprio parere, determinante, sul proposto intervento di edificazione dell’area e ad affrontare il tema della compatibilità dell’intero progetto di “riqualificazione” con il complesso di stazione, tutelato ai sensi del Codice dei Beni culturali D.D.R. del 25.03.2013, ottemperi al suo mandato di tutore dei valori storico-culturali, tecnologici-archeologici e urbanistici di questo unico sistema di stazione e di cittadella ferroviaria di inizio ‘900 fino a noi pervenuto sostanzialmente integro e intonso» scrivono Ceiner e Giacomini in una nota.
«Sottolineiamo che il dettato del vincolo storico pone sull’intera area una tutela che, non a caso, chiede la conservazione non solo di ciascuno dei singoli edifici storici, ma dell’intero complesso, comprendendovi le relative aree di pertinenza non edificate e quindi della sua unitaria leggibilità, compresa quella di tutti gli edifici intesi non solo individualmente e separatamente, ma ciascuno in rapporto agli altri attraverso le aree dell’originario fascio di binari ferroviari che li collegavano tra loro e con l’intera linea. Invece, il progetto di “riqualificazione” in esame verrebbe a costipare queste aree, occludendo la visuale e la continuità della percorribilità del tracciato di quella che era la linea ferroviaria nella direzione verso Dobbiaco e costruendo una barriera visiva totale sul fianco sud-est verso il centro città, sia a destra che a sinistra del fabbricato viaggiatori, lati che sono sempre stati liberi.
Così quello che era ed ancora è un sistema aperto verso la città verrebbe di fatto chiuso e ridotto a un cortile interno, perdendo la possibilità di una grande e qualificata nuova piazza aperta e al servizio dell’intero centro urbano, negando così di fatto il disegno e la valenza urbanistica originaria. Questa costipazione con nuovi edifici dell’intera area della stazione verrebbe sostanzialmente a denegare alla lettera gli obblighi di tutela del sito e del complesso, dato che, non rispettando la prescritta sua leggibilità unitaria ovverosia le visuali tra i singoli edifici storici e tra loro e la città e i tratti in arrivo della linea da Dobbiaco e da Calalzo, comprometterebbe quel contenuto sostanziale del vincolo».
Clicca QUI per leggere la lettera con la lista completa dei sottoscrittori:
Nella foto di copertina: la planimetria del progetto che rappresenta le sistemazioni previste delle superfici scoperte e dei primi piani dei nuovi edifici previsti (nei colori verde o blu; degli edifici o parti di edifici di minore elevazione sono rappresentate le coperture); con lo stessa modalità sono rappresentati anche i primi piani (in colore rosa; se non elevati, le coperture ) degli edifici esistenti storici di cui il progetto prevede uso con interventi di trasformazione

Complesso dell’ex Stazione nello stato prima dell'intervento (immagine sopra)
e sotto, il render di come verrà il complesso dopo la costruzione degli edifici
