La capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella ha diffuso oggi con una nota la notizia anticipata dal Corriere delle Alpi dell’apertura di un inchiesta da parte della Procura di Belluno sull’impianto in costruzione previsto per i Giochi Olimpici e Paralimpici, ma che di fatto ancora deve entrare in funzione.
«La procura della repubblica di Belluno ha aperto un fascicolo sulla funivia progettata su una frana. Secondo la stampa ampezzana, le attività investigative comincerebbero dopo la fine delle Paralimpiadi; le ipotesi di reato sono disastro e frana colposi e violazione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Tutto ha preso avvio da un esposto della comunità locale, preoccupata per i possibili effetti di una opera che appare rischiosissima, avviata su un terreno dove era aperta una frana di oltre 30 metri sul versante di Socrepes, mentre di recente è crollato il muro di contenimento costruito per l’impianto della stazione intermedia. Da parte nostra avevamo già inviato a settembre dello scorso anno un esposto alla Procura di Belluno e alla Forestale dei Carabinieri, integrato con nuovi dati nel successivo dicembre, ipotizzando il reato colposo di frana. Ricordo che l’opera era stata considerata strategica per la mobilità olimpica ma, a eventi conclusi, non è affatto completata mentre i costi sono lievitati fino a raggiungere i 35 milioni di euro» dichiara Zanella.
In una nota Saldini fornisce alcune precisazioni in merito:
«In merito alle notizie riportate oggi da talune testate su aspetti giudiziari connessi alla realizzazione della cabinovia Apollonio Socrepes, SIMICO precisa che già in passato gli organi di stampa ne avevano ampiamente dato notizia e che, in ogni caso, si tratta di accertamenti avviati già dai mesi scorsi finalizzati a certificare la correttezza totale dei lavori.
SIMICO, come sempre, sta collaborando pienamente con gli inquirenti, corrispondendo a tutte le richieste, in un clima di serena e proficua interazione.
Sorprende constatare, ancora una volta, la scelta di alcune testate di privilegiare titoloni infondati alla verità e alla realtà. È legittimo e doveroso informare i cittadini sull’andamento dei lavori pubblici; meno corretto è ricorrere a una narrazione allarmistica quando i fatti dicono altro.
A tal proposito, SIMICO stessa rende noto di aver provveduto, sempre nei mesi scorsi, a presentare un esposto agli organi competenti per denunciare azioni di procurato allarme che si auspica non siano finalizzate a tutelare solo interessi di parte. Su questo gli organi competenti, verso cui si ha totale fiducia e rispetto, si è certi faranno luce» conclude Saldini.
Nella foto: lo sversamento di calcestruzzo dal muro di contenimento a lato della strada gettato pochi giorni fa che si è riversato sulla strada che porta alla frazione di Mortisa e il versante a valle.

