Il Parere di immunità da frana della Regione per la cabinovia Apollonio Socrepes c’è, ma è subordinato alla piena attuazione di un sistema coordinato di monitoraggio permanente, progettazione geotecnica avanzata e interventi di mitigazione che dovrà essere costante per tutta la durata dell’impianto, ovvero 50 anni, per un costo di € 897.379,40 quantificato nel Piano economico per la gestione e la manutenzione del sistema di monitoraggio, cui si aggiungono 244.600,62 euro per il costo della strumentazione del sistema di monitoraggio, escluse le colonne multiparametriche già presenti nella parte relativa ai sondaggi.
Nel quadro dell’appalto integrato per la progettazione e realizzazione del nuovo impianto a fune di Cortina d'Ampezzo, opera strategica per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, ma ancora non entrata in funzione, il tema dell’“immunità di frana” rappresenta uno degli snodi tecnici più delicati dell’intero intervento. L’area interessata è infatti caratterizzata da fenomeni di instabilità diffusa, con pericolosità geologica classificata P2 e P3 e superfici di scivolamento che possono raggiungere profondità fino a 40/50 metri.
Affinché l’impianto possa entrare in funzione, è necessario il parere favorevole di di immunità da frana, che, come anticipato da ANSFISA in una lettera in risposta ad una richiesta della capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella, è stato rilasciato il 5 gennaio scorso, ma «l’efficacia del presente parere favorevole è subordinata all’esito positivo di procedure di verifica e validazione del progetto esecutivo che diano evidenza del recepimento delle indicazioni/prescrizioni geologico e geotecniche contenute nella progettazione esecutiva, nonché del rispetto di quanto stabilito nella verifica di ottemperanza alla condizione 1 di 15 (i.e. tipologia di fondazioni regolabili in termini di spostamenti differenziali e rotazionali compatibili con la vita utile dell’impianto), oltre alla messa in esercizio del sistema di monitoraggio come specificato».
In altre parole, la compatibilità non si fonda sull’eliminazione del rischio franoso — ipotesi tecnicamente ed economicamente irrealistica — bensì sulla dimostrazione che l’opera possa convivere in condizioni di sicurezza con i movimenti del versante.
Le prescrizioni imposte dagli enti competenti, e in particolare da ANSFISA, si articolano in un sistema integrato di monitoraggio, progettazione strutturale avanzata e interventi di consolidamento preventivo.
Nel documento, firmato dal Direttore dell’Area Tutela e Sicurezza del Territorio della regione Veneto ing. Vincenzo ARTICO, l’elemento cardine è il piano di monitoraggio continuo, previsto per l’intera vita utile dell’impianto, stimata in 50 anni. Il sistema dovrà comprendere colonne multiparametriche inclinometriche per il controllo delle deformazioni profonde, strumenti per la misura delle pressioni interstiziali e pluviometri per la correlazione tra eventi meteorici e movimenti del terreno. I dati dovranno essere acquisiti in continuo, con definizione di soglie di allarme e procedure operative automatiche in caso di superamento dei valori critici.
Il monitoraggio non costituisce un semplice adempimento formale, ma diventa parte integrante della gestione dell’esercizio: la regolazione dei sostegni e le eventuali limitazioni operative dell’impianto dovranno essere correlate agli esiti strumentali.
Le prescrizioni incidono inoltre in modo determinante sulla progettazione delle fondazioni. Ogni sostegno deve essere dimensionato in funzione delle specifiche unità geotecniche individuate dalle indagini, che hanno evidenziato terreni eterogenei, con alternanze di argille e ghiaie. Le verifiche devono essere condotte mediante modellazione numerica agli elementi finiti, al fine di simulare l’interazione terreno-struttura e valutare gli effetti di eventuali superfici di scivolamento intercettate. Le fondazioni devono garantire un comportamento duttile e controllato, minimizzando spostamenti e rotazioni e assicurando la stabilità anche in presenza di movimenti differenziali. Ulteriore condizione essenziale è la realizzazione di interventi di consolidamento prima dell’installazione dei sostegni. Le prescrizioni prevedono opere di stabilizzazione locale mediante iniezioni, jet grouting e soil nailing, oltre a interventi idraulici per la regimazione delle acque superficiali e la protezione dall’erosione.
Particolare attenzione è riservata al sostegno S3, individuato come punto critico per la stabilità del pendio. In questo caso sono richieste opere speciali di consolidamento e specifiche misure di protezione idraulica, a conferma della necessità di un approccio puntuale e differenziato per ciascuna struttura.
La sicurezza dell’impianto non deriva dall’assenza del fenomeno naturale, ma dalla capacità tecnica di prevederlo, controllarlo e gestirlo lungo tutto il ciclo di vita dell’opera.
QUI il Parere di immunità da frana rilasciato dalla Regione Veneto - Area Tutela e Sicurezza del Territorio
Foto: la stazione interrmedia di Mortisa, foto scattata domenica 22 febbraio