Per le “Olimpiadi”: la storia che si ripete
    

Ricerca avanzata

Tutte queste parole:
Frase esatta:
    
logo

Ricerca sul sito

Ricerca normale (una di queste parole):
Tutte queste parole:
Frase esatta:

Par ra

Associazione Comitato Civico Cortina

04/02/2026

IL TESTO TRADOTTO IN ITALIANO:

In occasione dell’ultima domenica di Carnevale di quest’anno
vorrei dire un paio di parole in ampezzano.
Va bene che da un pezzo li conoscete tutti...
Questi grandi progetti per l’anno ’56...
Ma tanti pretendono – e a ragione —
qualche spiegazione in merito a questi lavori.

Peraltro è difficile, senza aver studiato,
confrontarsi con tutti questi ingegneri...
So già che valgo ben poco,
ma spero di impietosirli di nuovo!
Non sono mai stato né poeta né giornalista...
Sono solo uno che si diverte a scribacchiare.

Adesso, in primavera, bisogna iniziare i lavori
ma a Roma continuano a non aprire il portafoglio;
i lavoratori hanno fame, poveracci, fino al mal di pancia
e i capi rispondono: «Figlioli, continuate a sperare».

Ogni tanto Zesare [Cesare Rosà, all’epoca vicesindaco, sarà il pilota dell’incidente aereo di Fiames del 1962, in cui perderà la vita] scende per dare una spintarella
e adesso pure Mario [Mario Rimoldi, sindaco di Cortina d’Ampezzo dal 1951 al 1956, albergatore e collezionista d’arte] si è lamentato fortemente.

L’hanno scritto anche sui giornali della zona
ed è uscito un bell’articolo su Settimo Giorno [settimanale di attualità, politica e varietà pubblicato tra anni Quaranta e Cinquanta] 
ma credo che con quelle canaglie giovi ben poco;
fanno finta di niente, non sentono, non si muovono
e per farglielo capire... Nonché per accontentarli
ogni tanto mandano su qualcuno a mangiare.

Di riunioni ne fanno, lunghe e frequenti
ma c’è sempre qualcosa che va storto;
qualche volta discutono fino al mattino
i tipi più originali se ne vanno, mandano tutto in malora;
dicono: «Faremo un’altra seduta, tempo ce n’è
prima che arrivi quel benedetto ’56».

Intanto si sa come passa il tempo...
E di certo si conclude ben poco;
tentano, cercano di fare qualcosa, in ogni modo,
ma, poveri disgraziati, mancano i soldi!!!
Hanno detto «Adesso pian piano ci proviamo...
Spremiamo un po’ la popolazione».

Impongono balzelli da usurai
dicono: «A Cortina pagano senza paura»
tasse su luce, bevande e liquori;
scommetto – parlando schiettamente –
che ne schiafferanno una anche sulla carta igienica.

Che grande risorsa per Cortina
se riescono ad accordarsi per queste Olimpiadi.
Arriveranno forestieri da ogni dove
ma più della metà camperà a spese del Comune;
per Ampezzo sarebbe una grazia divina
se non si accodasse tutta questa gente a sbafo.

Atleti, massaggiatori, accompagnatori
e altri nomi che conoscono solo loro
con quella scusa verranno tutti qui
e l’Azienda [l’Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Cortina d’Ampezzo, l’ente pubblico che si occupava di promuovere e coordinare le politiche turistiche locali] dovrà dare loro una sistemazione a buon prezzo;
e allora chiederanno alla gente di contribuire,
e, alla peggio, su nuove tasse!

Giù all’ufficio tributi non sapranno più da che parte girarsi:
pensate a quante paia di scarpe consumerò io
sono sicuro, già mi vedo...
A forza di portare scartoffie, non mi reggerò più in piedi [l’autore della satira era il fattorino incaricato di distribuire in paese le cartelle esattoriali].
Chissà quante nuove tasse si inventeranno
meglio che iniziamo a risparmiare sin da oggi.

A. D. M. - Ossia Arcangelo Dandrea "Magro", meglio noto come “Canjelo Magro”, nato nel 1895 e morto nel 1966, autore di satire e versi d’occasione in ladino ampezzano

Cortina, 15 febbraio 1953, ultima domenica di Carnevale

Traduzione di Pietro Gaspari Bandion