Quante volte ci siamo sentiti ripetere dal sindaco Lorenzi o dal commissario Saldini che la cabinovia Apollonio-Socrepes era il pilastro insostituibile dei Giochi? «Non ci sono Giochi senza impianto», sentenziava Lorenzi. «Ce lo chiede il CIO», incalzava Saldini.
Una narrazione granitica, almeno fino alle dichiarazioni last minute del sottosegretario Morelli che, in un hotel di Cortina, ha gelato i presenti: «L’impianto non serve per i Giochi».
Ma come non serve per i Giochi? E finora, che cosa ci avete raccontato?
Nonostante l'inutilità dichiarata, i lavori hanno progredito a tappe forzate per rispettare cronoprogrammi al limite, con un impatto devastante sulle casse pubbliche per l’aggiunta sui costi rispetto alla gara di appalto di questa estate: dai 22 milioni di euro di metà luglio, si è passati a 28 milioni dopo qualche settimana, per approdare alla modica cifra di 35 milioni.
Il punto è che ora, a una settimane dalla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, Simico sta costruendo sia l’impianto (Piano A), sia preparando il parcheggio all’ex Meloncino con l’attraversamento aereo pedonale, ovvero il trasporto degli spettatori in navetta fino a Gilardon (Piano B). Doppio lavoro, doppi costi, perché siamo all’ultimo.
Ieri, 30 gennaio, il Corriere delle Alpi ha annunciato che la cabinovia non sarà pronta per il 6 febbraio. « Resta uno spiraglio per la terza gara sull'Olympia delle Tofane, il SuperG del 12 febbraio» scrive Alessandro Michielli sul Corriere delle Alpi del 30 gennaio. Le gare femminili iniziano l’8 febbraio con la Discesa Libera, la più attesa con la nostra Sofia Goggia tra le favorite e l’intramontabile Lindsey Vonn, che cerca l’oro all’età di 41 anni.
Saldini, da parte sua, ha inviato due comunicati stampa nel giro di meno di 24 ore per ribadire che «i lavori della cabinovia Apollonio Socrepes di Cortina stanno proseguendo secondo cronoprogramma» (30 gennaio) . «Per quanto riguarda i lavori della già citata cabinovia, è utile ribadire che si procede all’impalmatura della fune, al completamento delle parti meccaniche ed elettriche e la prossima settimana saranno previsti - da parte di organi competenti - i decisivi controlli di sicurezza funzionali alla definitiva messa in esercizio dell’impianto» (31 gennaio).
E intanto, paga pantalone.
