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Cabinovia Apollonio–Socrepes, de Zanna: sulla sicurezza risposte generiche e nessun chiarimento

Redazione

28/01/2026

COMUNICATO STAMPA

Abbiamo inoltrato alla Regione del Veneto una richiesta formale di chiarimento in merito al rispetto delle norme di sicurezza dell’impianto della cabinovia Apollonio–Socrepes, con particolare riferimento alle prescrizioni contenute nel Parere VIA n. 256 del 6 febbraio 2025.

La richiesta nasce da informazioni apparse sulla stampa locale, secondo cui nella stazione intermedia di Mortisa non verrebbero pi
ù realizzate le strutture necessarie a consentire lo spostamento controllato della stazione stessa in presenza dei previsti movimenti del terreno, trasformandola di fatto in una struttura “statica”. Un’ipotesi che, se confermata, risulterebbe in contrasto con quanto indicato e prescritto nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale.

La Regione del Veneto ha risposto trasmettendo una breve nota della Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 S.p.A., nella quale si afferma in modo del tutto generico che “le opere che si stanno realizzando sono conformi a quanto autorizzato” e che “le opere funiviarie sono riposizionabili”, senza però fornire alcuna descrizione tecnica, documentazione progettuale aggiornata o spiegazione puntuale rispetto alla specifica questione sollevata.

In sostanza, a una richiesta circostanziata di chiarimento pubblico su un tema delicato come la sicurezza di un’infrastruttura in area franosa, la Regione ha ritenuto sufficiente allegare una dichiarazione del soggetto attuatore, priva di elementi verificabili e senza alcuna valutazione autonoma da parte dell’ente competente.

In questo modo, su un tema cruciale come la sicurezza di un’infrastruttura pubblica e il rispetto delle prescrizioni ambientali, l’ente pubblico rinuncia di fatto al proprio ruolo di controllo e di garanzia, demandando ogni valutazione a chi realizza l’opera. Un approccio che non può essere considerato adeguato né accettabile.

Non stiamo parlando di dettagli marginali, ma di prescrizioni nate proprio per mitigare i rischi connessi alla realizzazione di un impianto in un contesto geologico fragile. Liquidare questi aspetti con rassicurazioni di principio significa non dare risposte ai cittadini e non assumersi le responsabilità che competono alle istituzioni.

Chiediamo quindi che gli Uffici demandati alle autorizzazioni e al controllo si attivino per recuperare informazioni complete e pubblicamente verificabili, appurando in modo esplicito se e come le prescrizioni del Parere VIA siano state rispettate, e su quali basi tecniche si fondi la dichiarata conformità dell’opera.

Su sicurezza, ambiente e uso di risorse pubbliche non sono ammesse scorciatoie.


Roberta de Zanna
Cortina Bene Comune


Cortina d'Ampezzo, 28 gennaio 2026