COMUNICATO STAMPA
In data 24 dicembre 2025 è stato notificato e depositato l’appello al Consiglio di Stato, con contestuale istanza di sospensione della sentenza del TAR Lazio, avverso la decisione che ha respinto il ricorso proposto contro gli atti autorizzativi relativi all’impianto funiviario “Apollonio–Socrepes”, inserito tra le opere per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano–Cortina 2026.
L’appello, promosso da residenti e proprietari delle aree interessate dall’intervento nella frazione storica di Lacedel- Cortina d’Ampezzo, contesta in modo articolato la decisione di primo grado, ritenuta viziata da errori di diritto e da una insufficiente valutazione dei profili ambientali, geologici e procedimentali, nonché delle modalità con cui è stato modificato il modello attuativo dell’opera e gestita la successiva fase esecutiva.
In particolare, l’atto di appello evidenzia come i lavori siano stati avviati in assenza di una comprovata immunità da frana del versante, nonostante si tratti di una cabinovia progettata per una capacità dichiarata di circa 2.400 persone all’ora e per un esercizio previsto di 50 anni. Tale circostanza ha già determinato la necessità, da parte del soggetto attuatore, di procedere a una pluralità di varianti progettuali, riguardanti l’altezza e la localizzazione dell’impianto, nonché la tipologia e la configurazione delle fondazioni, oggi non più corrispondenti a quanto previsto nel progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) sottoposto a valutazione ambientale.
L’appello richiama inoltre il fatto che ANSFISA ha rilasciato esclusivamente nulla osta parziali, subordinati a quindici prescrizioni e condizionati al rilascio del nulla osta regionale della Regione Veneto attestante l’immunità da frana, atto che allo stato non risulta ancora rilasciato. Tale profilo viene indicato come centrale ai fini della sicurezza dell’impianto , stabilitá del pendio per la durata dell’esercizio ( 50 anni) della legittimità della prosecuzione delle opere.
Ulteriore oggetto di censura è la mancata rinnovazione delle valutazioni ambientali a fronte di un progetto esecutivo profondamente diverso da quello valutato in sede di VIA, la carenza di un effettivo controllo in sede di verifica di ottemperanza, nonché la concentrazione di funzioni in capo al medesimo soggetto attuatore e commissariale.
L’atto di appello pone inoltre l’attenzione sulla valutazione dell’impatto cumulativo dell’impianto con le infrastrutture esistenti e in progetto nelle aree del Chalet Franz Kraler – Club Moritzino e la nuova cabinovia ISTA Lacedel – Socrepes, in un contesto territoriale già fragile e interessato da evidenti fenomeni franosi attivi. In tale quadro si inserisce l’ulteriore aggravamento delle condizioni idrogeologiche del sito, con l’estensione di una frattura del versante, apertasi nell'agosto 2025 immediatamente a monte del cantiere della stazione d’arrivo della cabinovia Simico, che è passata dai circa 40 metri di lunghezza iniziali ai 120 metri attuali.
La difesa degli appellanti è affidata agli avvocati Primo Michielan e Andrea Michielan dello Studio Legale Amministrativo Michielan, con sede a Mogliano Veneto (TV), studio specializzato in diritto amministrativo, ambientale e della pianificazione del territorio.
«Con l’appello e con l’istanza cautelare – si legge in una nota dello Studio – si chiede al Consiglio di Stato di intervenire tempestivamente su una vicenda che coinvolge profili di sicurezza ed incolumità pubblica, tutela ambientale e rispetto del principio di precauzione, in presenza di un impianto di grande capacità destinato a operare per decenni in un’area geomorfologicamente instabile e in assenza delle necessarie attestazioni di immunità da frana».
Il giudizio di secondo grado consentirà ora di riesaminare l’intera vicenda alla luce dei fatti sopravvenuti, delle varianti progettuali intervenute, delle prescrizioni ancora non adempiute e delle garanzie di sicurezza del territorio anche finanziarie imposte dall’ordinamento.