Don Ivano Brambilla, parroco di Cortina, interviene sulla questione delle stanze dell’ex orfanotrofio della Parrocchia che potrebbero essere assegnate agli albergatori per i loro dipendenti, spiegando che «ancora non è stato deciso a chi affidare le stanze dell’ex orfanotrofio, stiamo cercando di capire come fare».
Formalmente dunque le stanze che saranno ricavate dalla ristrutturazione del terzo e quarto piano dell’edifico “Frenademetz” di proprietà della Parrocchia non sono anora state assegnate: 35 camere con bagno, doppie o singole, a seconda delle metrature, per circa 70 posti letto, senza le cucine; in altre parole, i due piani saranno adibiti a uso foresteria.
«Posso dire di aver destinato intanto un appartamento con 4 stanze e servizi per le maestre della scuola primaria. Un altro alloggio andrà ad ospitare i volontari disabili durante le Olimpiadi. Le stanze sono altra cosa: non si può mangiare ma solo dormire, se uno lavora tutto il giorno poi come fa ad avere solo una stanza? Ci vuole il minimo per poter vivere, ci vorrebbero degli appartamenti».
La mancanza della cucina porta come ipotesi più accreditata per il momento quella di affittare tutte le stanze e dare la gestione del comparto agli albergatori per il personale, anche se don Ivano afferma di «essere aperto a qualsiasi possibilità e di averne parlato con vari interessati».
Il parroco aveva iniziato a contattare enti o aziende ancora cinque anni fa, prima di presentare un progetto definitivo per la ristrutturazione. «Ho chiesto alla Cooperativa di Cortina, a Cortinabanca, al Comune con la precedente amministrazione. Cooperativa e Cortinabanca non sono state interessate, l’ex assessore Coletti aveva invece manifestato interesse, ma poi è cambiata la giunta e non se n’è fatto più niente. Ho avuto anche contatti con Gvm per il personale dell’ospedale, ma anche per loro in queste condizioni non va bene. Ora si pone il problema degli alloggi, se ne avessimo parlato prima avremmo potuto chiedere un cambio di destinazione e fare appartamenti, ma ormai la situazione ora è questa: qui ci sono solo stanze, chi potrebbe alloggiare per un lungo periodo in una stanza? Le maestre, gli insegnanti, gli operatori sanitari hanno bisogno di appartamenti, non di una camera» conclude don Ivano.
Nella foto: vista dal terzo piano dell'edifico "Frenademetz" di proprietà della Parrocchia, dove vengono ricavate 35 camere con bagno