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Ex orfanatrofio della Parrocchia, De Zanna contro la scelta di dare le stanze agli alberghi

Redazione

12/12/2025

COUMICATO STAMPA

A Cortina mancano alloggi per chi lavora nei servizi essenziali che non sono più garantiti. Ogni anno infermieri, operatori sanitari, insegnanti, addetti ai servizi pubblici fanno fatica a trovare un posto dove vivere. Il Comune lo sa: solo per la Casa di riposo ha speso oltre 44.000 euro per alloggi a San Vito e ne spenderà altrettanti il prossimo anno.

C’è un edificio che potrebbe dare una risposta immediata: l’ex orfanotrofio Frenademetz, di proprietà della Parrocchia. Sono già in fase avanzata i lavori per realizzare 35 stanze e circa 70 posti letto. Un intervento finanziato con la vendita di Villa Alessandra, donata dai parrocchiani per finalità sociali.

Purtroppo la destinazione prevista è quella di affittare gli alloggi agli albergatori per il personale stagionale.

E’ comprensibile il bisogno di far quadrare i conti, ma difficile non vedere la contraddizione con la storia e la missione della Parrocchia, da sempre punto di riferimento per i più fragili, oltre che destinataria di importanti donazioni da parte dei privati che, immaginiamo, tutto volevano tranne che regalare il patrimonio a favore degli albergatori.

E il Comune? Si chiama fuori. Sostiene che ristrutturerà i propri immobili, prima o poi. Ovviamente soliti proclami di tempi stretti, ma l’esperienza invece dimostra quanto i tempi siano lunghi. In Comune giacciono bozze di progetti fermi da anni ma i lavoratori dei servizi pubblici hanno bisogno di una casa oggi, non domani. E ancora si spendono soldi pubblici per mandare personale a vivere fuori dal territorio comunale.

E intanto i problemi rimangono e la comunità muore. 

Per questo chiediamo due cose semplici e ragionevoli:

1. Che il Comune si attivi subito, prenda contatto con la Parrocchia e valuti un accordo per utilizzare questi alloggi con affitto avente finalità pubbliche. Se si trovano accordi con privati a San Vito di Cadore, non si capisce perché non si possa farlo con un edificio a pochi metri dal centro.

2. Che la Parrocchia scelga la strada della comunità, non quella del profitto a breve termine. Gli alloggi potrebbero ospitare personale sanitario, insegnanti, operatori dei servizi pubblici, lavoratori della Casa di Riposo, famiglie in difficoltà temporanea. Una gestione sociale garantirebbe sostenibilità economica e coerenza con i valori parrocchiali.


Presenteremo una interrogazione al Consiglio comunale, perché niente resti intentato per fare sopravvivere la nostra comunità locale.

Non è solo una questione tecnica: è una scelta di visione. L’ex orfanotrofio è nato per accogliere, non per alimentare un sistema in cui chi lavora per la comunità non trova un tetto. Oggi abbiamo la possibilità almeno di correggere la rotta che ci sta portando alla disgregazione sociale. Sprecarla sarebbe un errore che pagheremo tutti.

 

Roberta de Zanna
CORTINA BENE COMUNE