COMUNICATO STAMPA
Venerdì ho partecipato all’incontro organizzato da Fondazione Cortina e Università LUMSA sul tema “Il sistema Italia alla prova dei valori olimpici e paralimpici”.
Nel corso del convegno, con gli interventi di autorevoli rappresentanti delle istituzioni civili e militari, sono emerse molte informazioni interessanti e spunti di riflessione in special modo nella relazione del prof. Filippo Giordano relativamente all’impatto sociale di un grande evento come le Olimpiadi, laddove la positività deriva soprattutto dal coinvolgimento della popolazione locale e dal sistema di comunicazione e informazione messo in campo. Viene spontaneo chiedersi se ciò sia la metodologia applicata nella realtà di Cortina d'Ampezzo.
Peccato che sia mancato del tutto il momento del dibattito e confronto, sarebbe stato interessante poter porre domande e interloquire con relatori di così importanti.
Mi ha colpito in particolar modo una frase che il Commissario straordinario amministratore di SIMICO arch, Fabio Massimo Saldini ha ripetuto due volte: “Cederò il complesso delle opere olimpiche realizzate solo se le Amministrazioni garantiranno di gestirle in funzione delle opere sportive”.
A parte il fatto che, se fossi il Sindaco, sarei ben contenta se il commissario Saldini volesse tenersi e gestire lui la pista da bob e altre opere onerose per l’Amministrazione, la domanda è: in virtù di quale potere può affermare una cosa simile? In che modo lui, che ha l’incarico di realizzare delle opere, può condizionare e ingerire nelle decisioni delle Amministrazioni comunali anche per il futuro?
Se molti cittadini di Cortina d’Ampezzo non si sentono coinvolti in questo grande evento, se il famoso “spirito olimpico” stenta a germogliare tra la popolazione forse è dovuto anche a situazioni come questa, ovvero quando non ci sentiamo più artefici del nostro futuro e autonomi nelle decisioni che riguardano il nostro paese e questo è sicuramente un aspetto di impatto sociale negativo.
Roberta de Zanna
CORTINA BENE COMUNE