Gentile Redazione,
da vecchio anche se non assiduo frequentatore di “Voci di Cortina”, ma da residente di fatto di questa splendida località ove passo sovente lunghi periodi, vorrei segnalare una situazione sgradevole.
Vivo a Milano e quindi percepisco anche visivamente il clamore dettato dall’evento sportivo delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Sono grato ai primi promotori dell’evento che hanno avuto la... bontà di inserire il nome di Cortina al fianco di quello di Milano: l’organizzazione da parte dei cortinesi - e direi con la loro complicità - dovrebbe farci vivere con gioia l’evento; hanno affidato di fatto a Milano ed alla Lombardia (Bormio) lasciando anche dal punto di vista della immagine a Cortina solo le briciole dell’intero evento e, per giunta, briciole di scarso interesse sia sportivo che appunto di immagine: saremo poco lieti gestori di una pista di bob che raccoglierà uno stretto gruppo di atleti, mentre la libera femminile, fatto salvo il totale indiscusso rispetto e la ammirazione per le atlete di ogni nazione innanzitutto in quanto donne, dà la netta sensazione di un evento di ripiego.
Dico ciò perché mi pare che una “Olimpiade della neve” avrebbe dovuto privilegiare la Città della neve per eccellenza che certo non è Milano né Bormio e la sua pur splendida pista Stelvio, al cospetto di Cortina! Vorrei quindi che qualcuno mi spiegasse dove erano i cortinesi quando si decise l’evento.
In modo addirittura ridicolo è stato affidato “principalmente” allo stadio milanese di San Siro sempre in omaggio ad una città, quella di Milano ben nota per le sue piste da sci che si snodano tra Monte Napoleone e San Siro, la cerimonia di apertura dell’evento e quindi la suggestiva accensione della Fiaccola Olimpica ritenendo, evidentemente, lo Stadio del ghiaccio-appunto-di Cortina non idoneo.
Grazie della ospitalità.
Avv. Bruno de’ Costanzo