I veterinari potranno rimanere nell’attuale sede provvisoria a Fiames fino al 20 gennaio, poi il Comune si impegnerà a trovare una sede definitiva attraverso dei prefabbricati ad uso ospedaliero già predisposti e pronti da installare, anche se al momento ancora non si sa dove.
Questa è la soluzione emersa dopo la manifestazione che si è tenuta ieri in Corso Italia davanti al Comune per l’ambulatorio veterinario di Cortina, organizzata da Eleonora Rizzoli, moglie di Fabio Frison, sfrattato assieme al collega Alessandro Siorpaes dallo stabile da loro costruito sul terreno del Comune in diritto di superficie, trasferiti provvisoriamente all’ex aeroporto di Fiames fino al 30 novembre, da dove sarebbero dovuti poi andare nella sede definitiva in località Socus, agli ex magazzini comunali. Ma a nemmeno un mese dalla firma del contratto di concessione dell’immobile, il dirigente tecnico del Comune Roberto Manfredonia si è accorto che gli ex magazzini comunali sono stati ristrutturati con i Fondi dei Comuni Confinanti e non concedibili ad attività private, e ha mandato la disdetta del contratto.
La manifestazione ieri è stata molto partecipata: circa 200 persone si sono radunate davanti al Municipio, molte in compagnia del loro amico a quattro zampe. Un vistoso cartello giallo diceva: “Siamo tutti animali! Abbiamo bisogno dei nostri veterinari!”
Frison ha spiegato qual è la situazione dell’ambulatorio e il rischio di interruzione della loro attività, in mancanza di una soluzione che il Comune aveva da tempo promesso. Ci sono stati anche alcuni interventi dal pubblico, molti ringraziamenti per il lavoro e la dedizione dei due medici veterinari sempre a disposizione 24 ore su 24.
Al termine della manifestazione Frison e Siorpaes sono stati ricevuti in Comune dall’assessore Monica De Mattia e dal capogruppo di maggioranza Alessandro Zisa. Al termine del lungo colloquio, durato quasi un’ora e mezza, è emerso innanzitutto che l’ambulatorio potrà rimanere a Fiames fino al 20 gennaio, dopo di ché sono state proposte due soluzioni, come spiegato da Frison:
«La prima opzione è quella di farci una struttura prefabbricata ad uso ospedaliero fatta apposta, che noi abbiamo già visto, coibentata, isolata, fatta bene, con sala attesa, due ambulatori, con le metrature che al momento nella sede a Fiames non abbiamo. Questa a noi andrebbe bene.
La seconda soluzione presuppone di andare avanti fino al 20 gennaio a Fiames, poi trasferirci in una struttura provvisoria non si sa dove o come, finché non ristrutturano completamente a Fiames con moduli prefabbricati. Quindi dal 20 gennaio secondo questa soluzione dovremmo trasferirci in un container tipo quelli che ci sono oggi a Pian da Lago per gli operai della pista da bob, non adatti per un ambulatorio, per poi ritrasferici a Fiames con prefabbricati ospedalieri, con doppio trasloco.
Hanno confermato che è loro interesse dare la continuità al servizio. Da che ho capito loro vorrebbero che rimanessimo Fiames. Non si sono sbilanciati su se c’è o no il posto dove mettere il prefabbricato. Noi abbiamo spinto per la prima soluzione. La ditta che produce questi fabbricati ospedalieri aveva già mandato un progetto al Comune ancora il 10 giugno, dicendo che in 60 giorni dalla richiesta lo preparano. Quindi a gennaio sarebbe pronta. Serve solamente un basamento dove metterla, con ovviamente gli allacciamenti per acqua, elettricità eccetera. A noi andrebbe benissimo. Ci hanno detto di aspettare che ci chiamino loro. Sicuramente dovremo tampinarli».
