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Il mistero dei 42 milioni risparmiati alla pista da bob

Associazione Comitato Civico Cortina

30/10/2025

Durante l’evento “100 giorni a Milano-Cortina. Il racconto dei Giochi”, il commissario di Governo Fabio Massimo Saldini ha evidenziato che la pista di bob di Cortina è costata 42 milioni in meno di quanto inizialmente previsto, facendo emergere che il costo totale dello Sliding Center era di 160 milioni di euro, ma che alla fine ne ha spesi solo 118 milioni.

Apprendiamo dunque da Saldini, che il vero costo della pista era molto più alto di quanto preventivato, scritto nei documenti ufficiali della società Infrastrutture Milano Cortina2026 (vedi sito di SIMICO – Open Olympics) e sempre ribadito da Ministri e Governatori.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire il mistero dei 42 milioni risparmiati da Saldini.

Nel dossier per la candidatura olimpica era previsto che per la ristrutturazione della pista fossero necessari circa 45 milioni di euro.

Si è poi passati allo stanziamento di 85 milioni di euro a carico della Regione Veneto, la quale ha poi pensato bene di caricare l’onere sulle casse del vituperato Stato centrale.

Infine si è arrivati a 118 milioni di euro, e questa è la cifra messa a bilancio dopo vari assist governativi , compresa la demolizione del vecchio tracciato e il museo della memoria.

In Senato (8 febbraio 2024) il Ministro Giorgetti, rispondendo ad una interrogazione della deputata di AVS Luana Zanella, ha spiegato bene le cose, senza tanti giri di parole. Riportiamo testualmente.

“Per l'intervento è previsto un costo totale di 118,424 milioni di euro, di cui 81,6 per la realizzazione delle opere. La copertura di tali oneri è, per la quota di 117,484 milioni di euro, a carico di risorse statali e, per 470.000 euro, a carico del Comune di Cortina d'Ampezzo e della Provincia di Belluno, per ciascun ente. Tali risorse sono state ritenute sufficienti in fase di razionalizzazione progettuale; fase nella quale sono state ridotte tutte le infrastrutture fisse non necessarie all'utilizzo della pista nel periodo successivo ai giochi olimpici, riducendone il costo di costruzione, l'impatto sul territorio e il costo di gestione”.

Chiarissimo. Dopo due gare andate deserte per la costruzione della pista, Salvini e Zaia hanno dato alla luce il “progetto light”, da cui sono state ridotte tutte le infrastrutture fisse non necessarie all'utilizzo della pista nel periodo successivo ai giochi olimpici, per dare più margini al costruttore della pista. Ecco infatti che è stato trovato il costruttore, a scapito dei pannelli fotovoltaici, dell’infermeria, delle tribune, del parcheggio, del frangisole in doghe metalliche, della sistemazione dell'acquedotto comunale, e così via.

I costi inizialmente preventivati non erano dunque corretti: probabilmente è vero che la pista come da progetto originario sarebbe costata 160 milioni di euro: se nelle prime due gare non si è presentato nessuno, un motivo ci sarà stato, mentre nell’affidamento del “progetto light” la Pizzarotti di Parma non si è tirata indietro.

Prendiamo per valido dunque quanto dichiarato da Saldini su quale sarebbe stato il vero costo della pista. Il Commissario di Governo ha rispettato il budget assegnato e i 42 milioni di euro risparmiati sono dovuti allo stralcio di opere che sarebbero state utili per il dopo i Giochi a danno del comune di Cortina d’Ampezzo.

Morale della favola: forse era meglio se stava zitto.