Si allunga ancora la crepa nel terreno a Socrepes sopra i cantieri Simico e Kraler
    

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Si allunga ancora la crepa nel terreno a Socrepes. Cristina Guarda presenta un esposto

Marina Menardi

09/09/2025

Non ha finito di muoversi il terreno sopra i cantier Kraler e Simico a Socrepes sul pendio sotto il pilone 4 della costruenda cabinovia della società Ista. Anzi, siamo solo agli inizi.

La dimensione in pianta della frana sta aumentando e la crepa a coronamento della frana si e' visibilmente allungata. Un telo bianco è stato aggiunto ai precedenti teli arancioni per coprire la fessura che si è aperta ulteriormente nel terreno sotto il pilone 4 della costruenda cabinovia dell'Ista verso est. 

Una parte della crepa è visibile anche fuori dai teloni (vedi foto)

Nelle foto scattate ieri (8 settembre 2025) si notano i macchinari per ulteriori sondaggi al pilone 4 della cabinovia Socrepes-Ra Freza, già impiantato nel terreno, nonché sondaggi a Lacedel, sotto la SR 48 per il supporto no. 6 della nuova cabinoc+via di SIMICO Apollonio/Socrepes.


CABINOVIA SOCREPES, GUARDA (VERDI-AVS): ALLARMI IGNORATI, SI APRE LA VORAGINE. PRESENTATO ESPOSTO

9 SETTEMBRE 2025 – “Quello che sta accadendo a Socrepes era stato previsto: oggi un terreno fragile e argilloso si è  aperto con una crepa di 15 metri nei pressi del cantiere della cabinovia. Non servivano grandi poteri profetici, bastava  ascoltare cittadini, associazioni ed esperti che da mesi denunciavano il rischio di frane e instabilità.

Invece, istituzioni e imprese hanno preferito minimizzare e accusare gli ambientalisti di voler bloccare lo sviluppo. Oggi la realtà li smentisce: andare avanti nonostante tutto significa mettere in pericolo persone, paesaggio e un patrimonio  UNESCO,” dichiara Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra.

“Proprio per questo, ho presentato un esposto alle autorità competenti, chiedendo verifiche immediate, l’accesso agli atti e  la sospensione dei lavori finché non sarà garantita la sicurezza dell’area. È gravissimo che davanti a uno squarcio nel  terreno, con sopralluoghi in corso e residenti costretti a rivolgersi al TAR, la priorità del cantiere sia solo ‘sistemare in fretta e continuare i lavori’.

La sicurezza non è un dettaglio da sacrificare sull’altare degli interessi di pochi. Se oggi le Dolomiti sono meta di turismo mondiale è perché rappresentano bellezza e natura intatta: distruggerle con opere speculative significa togliere futuro all’intero territorio. È ora di fermarsi e di scegliere finalmente una politica che ascolti i cittadini e investa in soluzioni sostenibili e rispettose delle montagne,” conclude.

(Comunicato stampa)