Cortina, un sogno.
    

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Un sogno chiamato Cortina

Lettere al giornale

28/08/2025

Un sogno

Perso nel tempo il ricordo di Cortina fine anni 80 inizio anni 90. Colori e profumi della montagna anche in centro. Negozi di paese, ortaggi in bella mostra, artigianato. Le auto tedesche di grossa cilindrata le vedevi solo in strada e non sui piedistalli.

Poi tutto esplode in fretta... troppo in fretta… Via le mele e lo speck dalle vetrine e dentro fatiscenti borsette e drappi in lana cotta, con prezzi sbalorditivi. Su tutto comincia ad aleggiare la polvere scintillante della apparenza.

Schiaffi alla montagna ed alla sua vita a volte un pò burbera ma schietta e certamente sempre dignitosa. Via libera alla cafonaggine dilagante, al pessimo gusto, alla ostentazione della opulenza.

Dopo più di trenta anni continuo a venire in vacanza in questo paradiso della natura. Non raccolgo funghi nei sentieri, ma solo cartacce e sporcizia che genti di una cultura diversa lasciano cadere a terra, su quella terra che non amano.

Io no. Io raccolgo cartacce e plastica. Faccio il mio. Fatelo anche voi.

Ti voglio bene Cortina, ma svegliati!


Battista Ronchi

 

Cortina come Madonna di Campiglio?


Spettabile Redazione,

leggo i contributi di opinione, frutto di obiettive riflessioni espresse da alcuni testimoni storici della vita ampezzana.

Non posso che condividerne la preoccupazione, verso una prospettiva montana in decadimento etico ormai generalizzato.

Dal mio osservatorio dolomitico di Madonna di Campiglio, non posso che confermare assoluta condivisione.

Un cordiale saluto.


Rolando Fondriest