Impianto Apollonio/Socrepes: nuova impugnazione al TAR del Lazio con richiesta di sospensiva
    

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Impianto Apollonio/Socrepes: nuova impugnazione al TAR del Lazio con richiesta di sospensiva

Redazione

16/08/2025

COMUNICATO STAMPA

In data 8 agosto 2025, i ricorrenti delle frazioni di Lacedel e Mortisa di Cortina d’Ampezzo, assistiti dallo Studio Legale Michielan – Avv. Primo e Andrea Michielan, hanno notificato e depositato, presso la Sezione I del TAR Lazio, i Secondi Motivi Aggiunti e nuova istanza cautelare nell’ambito del procedimento R.G. n. 6511/2025, impugnando il decreto di occupazione d’urgenza anticipata emanato il 3 giugno 2025 per l’intervento “B09.1 – nuovo impianto a fune” in Cortina d’Ampezzo.

Il provvedimento è contestato per gravi vizi di legittimità: mancanza del progetto esecutivo, inosservanza delle prescrizioni del decreto VIA n. 14/2025, assenza di opere preventive di messa in sicurezza in un’area con accertata pericolosità idrogeologica e criticità geomorfologiche, nonché inversione delle fasi procedimentali, con l’occupazione disposta prima delle verifiche tecniche e ambientali dovute.

A rafforzare la contestazione, le relazioni tecniche del Dott. Eros Aiello del Centro di GeoTecnologie (CGT) dell’Università di Siena documentano in modo inequivocabile la fragilità geotecnica dell’area e l’inadeguatezza delle misure progettate per garantire la stabilità dei versanti e la sicurezza idrogeologica.

I ricorrenti ricordano inoltre che la cabinovia a 10 posti Col Drusciè, ricostruita nel 2019, già fornisce un collegamento dal centro di Cortina a tutti gli impianti di Ra Valles, Socrepes, Pocol, Tofana e, tramite la cabinovia Cortina Skyline aperta nel 2021, anche alle zone sciistiche Cinque Torri, Col Gallina e Lagazuoi. Esiste dunque già un solido, moderno e sostenibile collegamento dal centro di Cortina a tutta l’area sciistica olimpica, senza alcuna reale necessità di duplicarlo.

Se l’area delle Tofane è stata fino ad oggi accessibile e sicura per ospitare i Campionati Mondiali di Sci Alpino 2021 e, ogni anno, la Coppa del Mondo di Sci Femminile, a maggior ragione lo sarà per le gare olimpiche femminili – che utilizzano le medesime cabinovie di trasporto atleti – senza bisogno dell’impianto Apollonio–Socrepes.

Si evidenzia inoltre che la recente Valutazione di Impatto Ambientale e la Conferenza dei Servizi approvativa per la nuova cabinovia a 10 posti da 3.000 persone/ora SEM 243 “Lacedel– Socrepes” (in sostituzione delle seggiovie “Gilardon–Roncato” e “Roncato–Socrepes”), già in costruzione, hanno rilevato che il parcheggio esistente a Socrepes è perfettamente adeguato in termini di capacità e non presentano criticità di viabilità o sostenibilità. Non vi è dunque alcuna evidenza della necessità della cabinovia Cortina–Socrepes, né durante il periodo olimpico per il trasporto di atleti e addetti ai lavori, né successivamente. Tanto più che tale impianto sarebbe intrinsecamente precario, essendo progettato su un versante franoso attivo.

L’azione giudiziaria ha già prodotto un effetto concreto: le iniziative promosse hanno indotto le istituzioni a prevedere un incremento di spesa di 7 milioni di euro per monitoraggi e mitigazioni paesaggistiche, somme inizialmente assenti e che, secondo i piani originari, si sarebbero esaurite entro dicembre 2026. Ciò rappresenta un’indicazione evidente della serietà del pericolo e dell’ordine di grandezza delle spese annuali per il monitoraggio del suolo e la manutenzione legata alla frana attiva che si aggiungeranno ai costi di esercizio e manutenzione dell’impianto per i prossimi 50 anni, fino al 2076.

Si sottolinea che, ad oggi, il progetto di dettaglio della cabinovia non è ancora stato completato né approvato dall’ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali), competente in quanto trattasi di infrastruttura di trasporto pubblico.

L’udienza cautelare è stata fissata per mercoledì 27 agosto 2025 dinanzi al TAR Lazio e sarà un passaggio cruciale per fermare un intervento che, a giudizio dei ricorrenti, sacrifica il principio di precauzione, i diritti dei cittadini e l’integrità di un patrimonio paesaggistico di valore universale.

A conferma della fondatezza delle censure, il recente Decreto Economia dell’agosto 2025 e le dichiarazioni sia del Commissario Straordinario del Ministero delle Infrastrutture per la nuova funivia sia di SIMICO S.p.A. hanno riconosciuto la netta e rilevante insufficienza delle indagini geologiche finora esperite per garantire l’assenza di rischio da frana, anche sul nuovo impianto funiviario, pur approvato e assegnato in trattativa privata con il nuovo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economico (PFTE) del maggio 2025.

Le somme stanziate sono state infatti aumentate di ben sette milioni di euro, così dando ulteriore prova della fondatezza delle contestazioni sollevate dagli abitanti porzionisti della Località Socrepes–Mortisa–Apollonio di Cortina per la conclamata mancanza di sicurezza della nuova funivia – inclusa la stazione di arrivo di Socrepes – e per l’insufficienza di risorse pubbliche destinate alle necessarie opere di monitoraggio strutturale e di mascheramento paesaggistico-a mbientale in un’area di valore tale da ottenere la designazione di patrimonio mondiale UNESCO.

“La nostra azione non è un no ideologico, ma un sì alla legalità, alla sicurezza e alla tutela di Cortina e di chi ci abita. Continueremo a far valere ogni argomento tecnico e giuridico perché siano rispettati la legge e il territorio” – dichiarano i ricorrenti, assistiti dallo Studio Legale Michielan


Nella foto di copertina: render della stazione di partenza della cabinovia

Render di progetto della stazione intermedia a Mortisa