L’8 luglio il commissario straordinario per le opere olimpiche Fabio Saldini ha annunciato la conclusione della procedura negoziata con l’affidamento dei lavori per l’impianto a fune Apollonio-Socrepes ad una Associazione Temporanea di Imprese costituita da Graffer, Dolomiti Strade ed Ecoedile. L’impianto prevede l’installazione di 10 piloni, la realizzazione di tre stazioni – valle, intermedia e monte – con 50 cabine da 10 persone capaci di trasportare 2.400 persone all’ora.
Ciò è avvenuto dopo che le due massime imprese di costruzione di impianti a fune al mondo, l’italiana Leitner e l’austriaca Doppelmayr, non si erano presentate al bando di gara, per gli ormai noti dubbi di fattibilità dell’impianto nei tempi richiesti dovuti alle criticità geologiche del terreno.
Non so se il commissario Saldini si possa vantare come esperto di impianti a fune, ovvero se sia in grado di saper valutare o meno l’utilità per il futuro di tale impianto. E nemmeno se sia in grado di valutare l’impatto paesaggistico negativo della stazione intermedia, che porterà un danno irreparabile alla frazione di Mortisa. È probabile invece che dal momento che altre due persone non meno note, i signori Zaia e Salvini, lo abbiano convinto - obbligato a portare a termine con determinazione l’opera.
Il signor Saldini, attraverso le sue relazioni, esposizioni, narrazioni per presentare e raccontare l’utilità strategica dell’impianto, sta cercando giustificazioni che non sfiorano neanche lontanamente la reale era necessità di questo impianto.
Saldini sta cercando giustificazioni per la realizzazione citando nomi di esperti geologi, di tecnici e studi di straordinaria competenza, di esperti costruttori di impianti a fune – a suo dire – pur di costruite questo impianto assolutamente indispensabile per le Olimpiadi, sempre a suo dire.
A ciò gli fa eco, in maniera davvero incredibile, anche il sindaco di Cortina – altro tecnico esperto di impianti a fune!
Il voler costruire a tutti i costi tale impianto significa solo e unicamente voler imporre, nel bene e nel male, il proprio ego; l’ambizione, si sa, è largamente diffusa fra ministri e governatori onniscienti, senza mai confrontarsi con chi non la vede come vogliono loro, senza mai ascoltare la voce del popolo, dei residenti, degli ampezzani regolieri che qui vogliono ancora vivere come un tempo, in un paese e nella natura rispettate, a volte con sacrifici, ma rispettate, che purtroppo oggi si vuole distruggere senza ragione.
La verità è che questo impianto, che prevede tre stazioni (partenza, arrivo e intermedia) sorgerà interamente su terreno franoso, quindi pericoloso; che non è assolutamente indispensabile o necessario per trasportare atleti, personale, addetti ai lavori, pubblico verso i campi di gara. È un impianto che non arriva da nessuna parte, se non a creare ulteriori difficoltà nell’area di Socrepes, dove dalla stazione di arrivo – zona già critica per il traffico normale di sciatori, dovranno spostarsi per 100/200 metri per raggiungere la partenza della costruendo nuova cabinovia in zona Roncato. L'impianto arriva poi a 1/2 km dal traguardo delle gare in località Rumerlo per raggiungere la zona a piedi.
Dunque, tornando ala cabinovia che verrà, come già detto, costruita interamente su terreno franoso, si prevede una stazione intermedia che altro non è che un obbrobrio insignificante, inutile e irrispettoso delle bellezze di questo luogo ancora non raggiunto dalla invadenza irresponsabile o da costruzione assurde.
A questo proposito, voglio ricordare che lo sorso 31 maggio c’è stata una grande manifestazione nella frazione di Mortisa, dove sono intervenuti vari enti e associazione a manifestare la loro contrarietà. Anche questa purtroppo è rimasta senza risposta, come altre in questi anni.
Da non scordare il notevole danno che toccherà alla frazione di Lacedel, dove le cabine passano all’altezza e a pochi metri dalle stanze e dei poggioli delle case. Bello spettacolo molto gradito dagli abitanti! Ma a chi ha chiesto chiarimenti sull’invasività del progetto, è stato risposto che così si rivaluta il fabbricato!
Come si spiega l’insistenza per la realizzazione della stazione intermedia a Mortisa, quando gli abitanti del villaggio hanno sottoscritto un documento per sostenere che la stazione a loro non interessa, che non serve a niente, che è pericolosa?
In conclusione, se hanno rinunciato le ditte Leitner e Doppelmayr, che rappresentano il top dell’impiantistica, come credere che la ditta Graffer, che si occupa di revisioni e riposizionamenti di grandi impianti realizzati proprio da ditte come Leitner e Doppelmayr, possa offrire di meglio o al pari? Non dimentichiamo inoltre che la ditta Graffer è fallita nel 2011, nel 2013 Filippo Graffer è stato accusato di bancarotta, accusa che poi si è risolta con un patteggiamento.
Speriamo che questo sia solo uno scherzo. Viene da chiedersi se questi personaggi vogliano il bene di Cortina, o vogliano invece lasciare un segno di male assoluto.
Gildo Siorpaes
Info biografiche: Gildo Siorpaes, ex azzurro di sci alpino ed ex bobbista, membro della nazionale italiana di sci alpino dal 1960 al 1974, con tre medaglie ai Campionati italiani (1 oro e due bronzi), in discesa libera. Maestro di sci, dal 1967 al 1970 fu allenatore della squadra femminile della nazionale italiana; delegato Fis tra gli anni ‘70 e ‘80. Dal 1979 al 1995 - fu socio fondatore e direttore della Scuola Sci Azzurra, nonché presidente dello Sci club Cortina dal 1980 al 1982. Per alcuni anni è stato amministratore della società di impianti a fune Col Gallina, successivamente inglobata nella società ISTA. Siorpaes è stato anche omologatore di piste da sci, tra cui l’attuale Stratofana dove si svolgono le gare di Coppa del Mondo di sci femminile e tra qualche mese le Olimpiadi femminili, che a detta delle atlete è la pista più tecnica e più bella del circuito di Coppa del Mondo.
(Articolo pubblicato sul giornale settimanale n. 119 del 25 luglio 2025)