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Emergenza frane: la Provincia stanzia altri 700 mila euro. Sinistra Italiana: Serve un piano serio

Redazione

12/07/2025

COMUNICATO PROVINCIA DI BELLUNO

Emergenza frane, lo stanziamento per le somme urgenze a Cancia arrivato a quota 2 milioni di euro, ma ci sono anche altri fronti apertI

La Provincia di Belluno continua a essere impegnata attivamente per fronteggiare l’emergenza legata alle colate detritiche che negli ultimi giorni hanno interessato la statale di Alemagna tra San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo e l’area di Borca, con particolare riferimento, naturalmente, alla zona di Cancia. Un’ulteriore variazione di bilancio ha permesso di destinare altri 700 mila euro agli interventi urgenti, portando il totale degli stanziamenti per le somme urgenze a oltre 2 milioni di euro.

"Le risorse provinciali stanno raggiungendo il limite – dichiara il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin –. Non possiamo pensare di gestire da soli un’emergenza di questa portata. Serve l’intervento in sussidiarietà da parte di Regione, Stato e altri enti competenti. È in gioco la sicurezza di un’arteria fondamentale per l’intera montagna veneta, soprattutto in vista della stagione estiva e dei grandi eventi che ci aspettano."

Nel frattempo si lavora anche sul fronte della frana del Marcora, con le operazioni di installazione del sistema di monitoraggio richiesto da ANAS. "Entro domani, salvo imprevisti, verranno posizionati due pluviometri e alcuni pendoli per la sorveglianza costante del movimento franoso," conferma il consigliere provinciale delegato alla difesa del suolo Massimo Bortoluzzi. "Questo permetterà un controllo puntuale e in tempo reale dell’evoluzione del fenomeno."

Ma l’attenzione della Provincia non può concentrarsi solo sull’area di Cancia. "Ci sono anche altri fronti aperti sul territorio, che richiedono altrettanto il nostro impegno, aggiunge Bortoluzzi, in particolare, nei comuni - tra gli altri - di Rocca Pietore, Agordo, Chies d’Alpago, Gosaldo e Rivamonte Agordino, dove stiamo monitorando situazioni di fragilità idrogeologica che potrebbero peggiorare con ulteriori eventi meteo intensi."

"Abbiamo bisogno – conclude il presidente Padrin – di un piano di intervento strutturato e condiviso, che - mentre interveniamo nella maniera più efficace possibile per contenere gli effetti del contingente - guardi al medio e lungo termine, ma soprattutto di strumenti adeguati per affrontare un territorio che cambia con sempre maggiore rapidità sotto l’effetto del cambiamento climatico."

 

Sinistra Italiana Belluno: 'La montagna non è un parco giochi, serve un piano serio per mettere in sicurezza l’Alemagna'

Mentre la montagna frana in più punti, costringendo a chiudere l'Alemagna ad ogni pioggia un po' più forte, si continua come niente fosse a buttare centinaia di milioni in grandi opere, che costeranno altri milioni in spese di gestione e che vengono realizzate in barba alle fragilità del territorio, come la pista da bob o la funivia di Socrepes.

Leggiamo con stupore le dichiarazioni del presidente della Provincia, Roberto Padrin: è inutile che Padrin si accorga adesso che serve un piano di medio-lungo termine, e piagnucoli chiedendo alla Regione e allo Stato i soldi per i dissesti. Dov'era negli anni scorsi? Perché non ha posto con forza a Zaia le vere priorità del territorio, e invece si è accodato plaudente alla realizzazione della pista da bob? Quanti interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico si potevano fare con quei 120 milioni?

Quello che sta succedendo in questi giorni è la prova più evidente del fallimento della politica di Zaia per la nostra montagna. La montagna non è un parco giochi! Non è possibile che ci si affanni per la viabilità territoriale solo ora, a sette mesi dalle Olimpiadi, e solo in funzione di questo grande evento. Qui abbiamo bisogno di interventi e servizi che consentano alle persone di vivere ogni giorno.

Ma certamente... Questi interventi rendono poco e niente in termini di immagine, di servizi televisivi, di consenso.

Ringraziamo la consigliera Elena Ostanel per aver presentato un’interrogazione in Consiglio regionale, in cui chiede, tra le altre cose, come si intenda garantire la sicurezza di residenti e turisti, considerando la frequenza elevata degli eventi e la potenziale pericolosità per le strade statali e la viabilità turistica. Chiede inoltre se si preveda un miglioramento dei sistemi di allarme o una revisione dei relativi protocolli di attivazione, e quali progetti a medio-lungo termine la Regione intenda promuovere per mitigare il rischio nel Cadore e nelle vallate dolomitiche.