Cortina Giochi 2026: Impianto Apollonio-Socrepes: dubbi di fattibilitą
    

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Impianto Apollonio-Socrepes: dubbi di fattibilitą

Lettere al giornale

11/07/2025

In merito al comunicato-stampa con cui il commissario Saldini ha avvisato, urbi et orbi, l’affidamento per la costruzione dell’impianto al raggruppamento Graffer, Ecoedile e Dolomiti Strade, si evidenzia come questa operazione sia alquanto strana.

Infatti la ditta Graffer, storica impresa trentina, che dal 1935 si occupa di impianti funiviari (suoi per esempio erano la cestovia staunies e la seggiovia Vitelli degli anni ‘50 a Cortina), nel 2011 è fallita, salvo poi risorgere negli anni successivi occupandosi meno di nuovi impianti funiviari e più di vendita e manutenzione di vecchi impianti.

Queste le risposte (alcune) che il commissario Saldini ha rilasciato a un giornalista del Corriere delle Alpi:

  • Che impianti ha costruito la Graffer fino a oggi? «La Graffer è una società di ingegneria che mette insieme pezzi prodotti da altri»

  • Come sarà suddiviso il lavoro? «I lavori prevalenti sono quelli di Ecoedile e Dolomiti Strade, i pezzi vengono prodotti da un’altra parte»

  • La Graffer dove ha l’impianto di produzione? «Alcune cose verranno fatte a Brescia, altre cose verranno fatte fuori dall’Italia, ma non posso dire dove»

  • Cosa verrà prodotto all’estero? «Solo le cabine, tutto il resto viene fatto in Italia. Abbiamo passato una settimana per verificare chi era disponibile a fare certe cose. La siderurgia italiana, prevalentemente quella bresciana, si occuperà del resto dei pezzi»

  • In sintesi, avete messo insieme un gruppo per provare a raggiungere la tecnologia che fino ad oggi avevano solo i grandi colossi del settore? «Si, è chiaro che con Leitner e Doppelmayr avrei avuto meno problemi a mettere insieme i pezzi. Adesso, invece, per riuscire a rispondere alla domanda ho un problema in più, ovvero coordinare le attività. Ma il fatto che ci siano Ecoedile e Dolomiti Strade mi rasserena»

  • Ma perché Leitner e Doppelmayr non hanno accettato di fare l’impianto? «Perché non ci stavano con i tempi. E li posso capire. Leitner ha chiuso subito, dicendo ci voleva un anno in più. Doppelmayr, con i quali abbiamo avuto una call, quando siamo arrivati al dunque ha chiesto mesi in più»

  • Vi concentrerete soprattutto sulle opere civili, compreso il sistema di slitte? «Quello è il problema: ma la stazione intermedia, come avevamo detto a Leitner e Doppelmayr quando speravamo accettassero, l’abbiamo consolidata nella parte di terreno più stabile. Quindi sarà più facile di come si poteva pensare. Su questo, all’inizio, potevamo essere più chiari anche noi con le due società.»

Mi viene da pensare che:

  1. Se la Graffer è quindi un assemblatore di prodotti fatti da altri e non ha stabilimenti propri, come fa a garantire che altri riescano a produrre il necessario entro i tempi stabiliti (gennaio 2026 con collaudo previsto a dicembre 2025) se non ha nemmeno la direzione della produzione? I terzi produttori avranno le loro commesse da evadere, già previste e cantierate al 8/7/2025, arriva la Graffer oggi 9/7/2025 a ordinare i pezzi e gli altri fermano tutte le loro linee per dare priorità all’impianto di Cortina?

  2. Il commissario non può dire dove alcuni pezzi verranno costruiti fuori dall’Italia: perché questo mistero ? Si tratta di una struttura pubblica con soldi pubblici, credo che tutto debba essere trasparente, altrimenti si può pensare male e credere forse che si tratta: di usato? Di pezzi di scarsa qualità fatti chissà dove? 

  3. Se Leitner e Doppelmayr hanno rinunciato all’incarico per vari motivi, e loro sono produttori con esperienza ormai decennale, come può un altro soggetto, che non ha esperienza diretta nel settore come Ecoedile e Dolomiti strade, o non ha più l’esperienza come Graffer, riuscire nell’impresa?

  4. Il posizionamento della stazione intermedia (e dei piloni), che è la parte più critica dell’opera, sarà eseguita “nella parte di terreno più stabile”: affermare questo equivale a dire che in un’area di sabbie mobili mi posiziono sulla parte dove sprofondo di meno, ma non significa dire che non sprofondo, ci metto solo più tempo ad andare giù …

 

NB

Per quanto riguarda gli abitanti di Lacedel e Mortisa si legge che “si trovano un intervento e mesi di lavoro che saranno intensivi, però chi ha pensato il progetto all’epoca, e non sono io, l’ha fatto per risolvere i problemi di mobilità di Cortina”. Non è riportato che per arrivare comodamente all’area della stazione intermedia, c’è un’unica strada, sopra Crignes, che sale dal Ponte corona, soggetta anch’essa a frane e smottamenti, e presumo anche che verrà chiusa al traffico (dove passeranno i camion e mezzi pesanti delle imprese?): quindi, per gli abitanti, ci sarà una ripida deviazione per Col o Lacedel? O verrà adibita al traffico veicolare la sterrata vicino alla via Crucis?

La vecchia funivia di Pocol serviva, oltre che agli sciatori, anche agli abitanti di Pocol per recarsi in paese e fare anche spese: io mi aspetto che dall’estate 2026, da Mortisa o Lacedel, torme di abitanti scenderanno in paese in cabinovia per evitare il traffico e andare a messa, a fare la spesa o altre incombenze

 

Manuel Fantini