Il Tar del Veneto con la sentenza n. 1145/2025 dell’8 luglio, ha rigettato i ricorsi presentati dal Comitato Civico Cortina, Italia Nostra e una parte privata contro il progetto della stazione.
Per il Comitato Civico Cortina è una sentenza che ci lascia sorpresi ma che non commentiamo.
Dal punto di vista politico registriamo che Cortina è ormai meta indisturbata di investitori esterni pronti a speculare sul nostro territorio, spesso invocando a sproposito le Olimpiadi, basti guardare al folle progetto della cabinovia di Socrepes.
Se il Tar afferma che il Comune e gli altri enti coinvolti nel progetto hanno agito con correttezza, questo non toglie il fatto che il progetto di riqualificazione della stazione passi alla storia come la più grande speculazione che si sia mai avuta a Cortina d'Ampezzo.
Una medaglia da appuntare al sindaco Lorenzi e ai sui consiglieri che hanno votato a favore nel gennaio dello scorso anno, nonostante una folla di cittadini si sia adunata quel giorno davanti al Municipio e abbia invaso il Comune in sala consiliare, sulle scale, nell’atrio, nella speranza di sensibilizzare i consiglieri votanti dopo tutte le iniziative intraprese (tra cui appunto i ricorsi al Tar finanziati dai cittadini) per evitare lo scempio della svendita della stazione. È bene ricordare che in quel frangente votarono a favore della variante tutti i consiglieri di maggioranza, mentre ci fu il voto contrario dei consiglieri di minoranza. Al gruppo di Gianluca Lorenzi va il premio di svendita dell’area pubblica per favorire la speculazione edilizia di privati.
Rimangono in atto gli esposti alla Corte dei Conti presentati dal Comitato Civico Cortina riguardo all'equilibrio finanziario dell'operazione.
Ricordiamo inoltre che il progetto di riqualificazione della stazione è stato spacchettato e al momento si sta lavorando al Lotto 1, ovvero la parte riguardante gli scavi e la ristrutturazione dell’edifico “ex convertitrice” per la sede della Polizia. Il progetto esecutivo del Lotto 2, quello che riguarda la costruzione dei nuovi edifici sul terreno pubblico che verrà alienato al privato (un albergo, tre condomini, più alcuni spazi commerciali) ancora non c’è, anche se gli appartamenti sono già in vendita. Questo è il punto chiave affinché la svendita dell’area pubblica vada in porto. Non è stato ancora rilasciato il parere del Soprintendente alla costruzione degli edifici, come ricordato tra l’altro anche dai giudici nella sentenza del Tar. Un parere favorevole andrebbe contro il vincolo culturale dell’intero comparto della stazione emesso dal Ministero della Cultura nel 2013.
Siamo pronti ad altre azioni giudiziarie nel caso in cui venga concesso il parere favorevole al riempimento degli spazi vuoti, tutelati dal vincolo di legge.
Vignetta di Maurizio De Lotto