COMUNICATO STAMPA
In relazione a quanto riportato da alcuni organi di stampa in merito alla decisione del TAR Lazio sulla richiesta di sospensiva dei lavori per l’impianto di risalita Apollonio–Socrepes (tratto B09.0), si precisa che la domanda cautelare è stata dichiarata improcedibile unicamente per la mancata formale apertura del cantiere alla data della camera di consiglio. Nessun rigetto è avvenuto nel merito delle questioni sollevate.
Il Tribunale amministrativo ha disposto la fissazione di un’udienza ravvicinata per la discussione nel merito al 29 ottobre 2025, proprio per approfondire con urgenza le gravi criticità geologiche e idrogeologiche evidenziate, a riprova della serietà delle censure formulate.
I ricorrenti – residenti nell’area sottostante l’intervento – ritengono doveroso, per la tutela dell’incolumità, della sicurezza e della salute pubblica, procedere con la massima determinazione a impugnare ogni successivo provvedimento amministrativo che autorizzi o abiliti ulteriori fasi operative del progetto, al fine di ottenere un congelamento effettivo degli interventi in un contesto montano già segnato da equilibri fragili e pericolosi.
È ben noto infatti come frane e smottamenti si verifichino con frequenza nelle Dolomiti, anche in assenza di eventi meteorici estremi. Le recenti rovinose frane verificatesi a Borca di Cadore e San Vito di Cadore dovrebbero costituire un serio monito per le autorità competenti, dimostrando come l’instabilità dei versanti possa rapidamente tradursi in eventi distruttivi con gravi conseguenze per le comunità locali.
A ciò si aggiunge la particolare situazione dell’area di Lacedel, dove sono in corso, a pochi metri dalla stazione di arrivo della cabinovia, imponenti lavori per la ricostruzione del Rifugio Ria de Sacco, che prevedono scavi profondi e nuovi volumi interrati. L’intervento prevede tre livelli di parcheggio auto interrati, un edificio multifunzionale di grande estensione, e numerosi servizi accessori, con rilevante impatto urbanistico e ambientale sul versante sovrastante il centro abitato.Secondo la perizia tecnica del Prof. Eros Aiello, tali lavorazioni stanno alterando in modo preoccupante la stabilità della frana attiva:
“L’aumento dei carichi e la creazione di piani interrati con palificate di sostegno possono determinare un effetto diga sulle acque ipogee, accentuando le condizioni negative del corpo di frana.”
Sono già documentati fenomeni franosi localizzati lungo il Rio Lacedel, con effetti potenzialmente devastanti per le abitazioni a valle e per la sicurezza dell’intera comunità locale. Tali aspetti non risultano valutati negli studi ambientali e geotecnici prodotti in sede autorizzativa.
Preoccupa ulteriormente la notevole consistenza del progetto “Cabinovia Apollonio–Socrepes”, come evidenziato dalle pubblicazioni giornalistiche odierne. L’opera è stata originariamente classificata come B09.0 e dichiarata di pubblica utilità da SIMICO S.p.A. il 24 aprile 2025. A partire dal 25 maggio 2025, la stessa è stata formalmente ridenominata “B09.1 – Nuovo impianto a fune” con provvedimento del nuovo Commissario straordinario del Governo, figura che coincide con l’attuale Amministratore Delegato di SIMICO, già soggetto proponente e attuatore dell’opera.
Una commistione di ruoli tra controllore e controllato che solleva seri dubbi di imparzialità e che appare ulteriormente aggravata dalla circostanza che il Decreto Legge Infrastrutture, istitutivo della figura commissariale, non risulta ancora convertito in legge, con tutte le implicazioni che ciò comporta sul piano della legittimità e della trasparenza amministrativa.
Per tutte queste ragioni, i ricorrenti – affiancati da esperti geologi e dallo Studio Legale Michielan – proseguiranno ogni azione utile per fermare gli interventi, anche mediante ulteriori ricorsi, finalizzati a salvaguardare il territorio dolomitico e le loro abitazioni, così come quelle di molte altre famiglie potenzialmente coinvolte da fenomeni franosi indotti o aggravati dalle opere in corso.
La tutela del paesaggio e della sicurezza collettiva non può essere sacrificata sull’altare della fretta, dell’emergenza e dell’autoreferenzialità. Occorre trasparenza, prudenza e pieno rispetto delle regole, a maggior ragione in contesti così delicati dal punto di vista ambientale e geologico.
Studio Avvocati Michielan di Mogliano Veneto per i ricorrenti al TAR
residenti e proprietari di Lacedel e Mortisa