COMUNICATO STAMPA
È fissata per mercoledì 25 giugno 2025, davanti alla Sezione I del TAR Lazio, l’udienza cautelare sul ricorso proposto da 25 residenti e proprietari di immobili e terreni nelle località Lacedel e Mortisa di Cortina d’Ampezzo, assistiti dagli avvocati Primo e Andrea Michielan del Foro di Treviso avverso l’avvio dei lavori per il nuovo impianto a fune “ApollonioSocrepes”, previsto tra le opere collegate ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
Il ricorso – curato dagli Avv.ti Primo e Andrea Michielan con studio a Mogliano Veneto– contesta la legittimità dell’intero procedimento approvativo, evidenziando gravi criticità geologiche e istruttorie, in particolare la violazione del principio tecnico di “immunità da pericolo di frana”, previsto dal D.M. 392/2003 per le opere a fune. Tale principio impone che gli impianti siano localizzati in aree stabili, ovvero adeguatamente consolidate e prive di rischi attivi o latenti.
Al contrario, l’area interessata dall’intervento risulta classificata come a rischio frana elevato (P3 e P4) nel Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), con presenza documentata di frane profonde e lente, senza che sia stato predisposto un sistema effettivo e continuativo di monitoraggio geotecnico e strutturale. L’ Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, ente competente, non è mai stata coinvolta nel procedimento di verifica di ottemperanza alle condizioni ambientali. La Regione Veneto ha ritenuto comunque ottemperata la prescrizione n. 1 del parere VIA, pur affermando che la verifica della funzionalità e sicurezza dell’impianto sarà possibile solo dopo la sua messa in esercizio.
Il 16 giugno 2025, pochi giorni prima dell’udienza, si è verificato un distacco franoso a Borca di Cadore, in località Croda Marcora, con un imponente cedimento roccioso che ha interessato un versante montano geologicamente simile. L’evento ha riportato l’attenzione pubblica sulla fragilità morfologica dell’area dolomitica, confermando l’attualità e la rilevanza dei rischi segnalati.
Il ricorso sottolinea inoltre un periculum in mora attuale, derivante dalla comunicazione, ricevuta il 20 giugno, di occupazione d’urgenza e immissione in possesso delle aree private interessate, disposta dalla stazione appaltante a soli cinque giorni dall’udienza. Gli Avv.ti Michielan hanno trasmesso una formale diffida al Commissario Straordinario e agli enti competenti, sollecitando la sospensione delle attività fino alla decisione del TAR.
“I nostri assistiti – spiegano i legali – non si oppongono ai Giochi Olimpici. Ma chiedono che le opere siano realizzate nel rispetto della legge, della sicurezza pubblica e della coerenza tecnica. Nessuna opera olimpica giustifica la costruzione su un versante franoso senza indagini adeguate e senza monitoraggi strutturali preventivi e continui”.
L’udienza del 25 giugno sarà chiamata a valutare la sussistenza del pregiudizio grave e irreparabile, nonché la legittimità delle scelte progettuali e delle determinazioni adottate.
Avvocati Primo e Andrea Michielan, del Foro di Treviso, con studio legale a Mogliano Veneto, a nome di 25 residenti e proprietari di immobili e terreni nelle località di Lacedel e Mortisa di Cortina d’Ampezzo.