Frana a Borca di Cadore, chiusa temporaneamente la strada SS 51
    

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Frana a Borca di Cadore, chiusa temporaneamente la strada SS 51

Redazione

16/06/2025

Nella notte di domenica, a seguito delle abbondanti precipitazioni, una frana dal versante ha invaso la sede stradale per circa un km, dal km 87,900 al km 89,000. La strada è temporaneamente chiusa al traffico, in entrambe le direzioni.

Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell'Ordine per la gestione dell'evento e per consentire la riapertura del tratto nel più breve tempo possibile.

Anas (Gruppo Fs Italiane) è impegnata senza sosta con personale e mezzi per la rimozione e la pulizia del piano viabile della strada statale 51 “di Alemagna” a Borca di Cadore nel territorio provinciale di Belluno.

Il personale Anas e le ditte incaricate sono sul posto per la rimozione del materiale franato e la pulizia della sede stradale, dove si è riversata un’ingente quantità di fango.

Personale Anas sta inoltre svolgendo supporto e gestione della viabilità lungo il tratto interessato dalla chiusura.

Il traffico viene deviato come da indicazioni in loco.

Per poter riaprire il tratto al transito dovranno prima essere ripristinate le condizioni di sicurezza; in corso le azioni e le informative di altri Enti competenti sulla gestione del rischio idrogeologico, si sta operando in sinergia.

Oltre alla pulizia del piano viabile e delle pertinenze stradali, è necessario stabilire se il materiale franato possa ulteriormente muoversi in caso di ingenti precipitazioni e sgomberare il canalone e le opere di protezione e difesa dell'abitato, attività che non sono di competenza Anas.

Le considerazioni del presidente della Regione Luca Zaia:

“Sul Cadore ieri notte sono caduti 50 mm di pioggia in mezz’ora appena. Questa grande quantità d’acqua ha attivato un movimento franoso a Cancia, nel luogo della tragedia del 2009 in cui persero la vita due persone. La colata detritica ha coinvolto un gruppo di abitazioni che sono al momento isolate; i vigili del fuoco e la protezione civile comunale stanno lavorando per rimuovere fango e massi anche dalla Statale Alemagna, rimasta interdetta al traffico. Alla luce di quanto accaduto, dei danni rilevanti e dell’interessamento di strutture pubbliche e abitazioni private, ho firmato questa mattina la dichiarazione di Stato di Emergenza Regionale. Ora attendiamo che il lavoro di questa prima fase emergenziale possa concludersi, per avviare una ricognizione di dettaglio dei danni provocati dalla frana. Ringrazio tutti coloro che in queste ore sono impegnati nell’affrontare l'ennesima situazione di emergenza che colpisce un territorio ad elevata fragilità”.

Provincia mobilitata. Il presidente Padrin e il consigliere delegato Bortoluzzi sul luogo della colata da stamane. 

Il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e il consigliere delegato alla difesa del suolo e alla protezione civile Massimo Bortoluzzi sono dalle prime ore di questa mattina a Cancia, nel comune di Borca di Cadore, interessata nella tarda serata di domenica da una colata detritica che ha invaso il paese, bloccando anche la viabilità sulla statale di Alemagna.

“Il primo pensiero, sottolinea il presidente Padrin, va alle persone coinvolte dalla frana, che hanno visto colpite le loro case e le loro proprietà. Ho incontrato personalmente molti di loro: nei loro volti ho visto dolore, paura e sgomento, ma anche grandissima dignità, forza e voglia di reagire. A tutti loro voglio dire che la Provincia c’è e si attiverà in tutte le forme utili. In questo senso accolgo con gratitudine l’annuncio del presidente del Veneto Luca Zaia, che già nella tarda mattinata di oggi ha firmato lo Stato di Emergenza. Un sentito “GRAZIE” va poi a tutte le strutture – dai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile – che si sono mobilitate già nella notte e agli uffici e ai dipendenti della Provincia che si sono attivati immediatamente per affrontare l’emergenza (in particolare Carlo Zampieri e Stefania Bassani).

Da una prima analisi, continua il presidente Padrin, possiamo dire che le opere di contenimento realizzate dopo la tragica colata del 2009 sono state utili a mitigare gli effetti di quella della scorsa notte, anche se non sufficienti a neutralizzarla; l’evento meteorologico scatenatosi – con oltre 50 mm di pioggia nell’arco di 30 minuti – è di una portata mai vista in precedenza, tanto da scatenare la furia di un vero e proprio fiume di acqua, fango e detriti, sceso a una velocità impressionante. Nei prossimi giorni saranno naturalmente fatte tutte le valutazioni e le analisi del caso, ma al momento la priorità è naturalmente quella di dare assistenza alle persone colpite e ripristinare la viabilità, mettendo in sicurezza le abitazioni”. 

A Cancia, dalle prime luci dell’alba, anche il consigliere Bortoluzzi.

“Stiamo seguendo l’evolversi della situazione in stretto contatto con il Comune di Borca - dove è stato attivato il COC - i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine, oltre ai molti volontari di protezione civile, e non, giunti da subito sul posto per dare il loro contributo. Gli eventi di questi giorni hanno mostrato come la forza dirompente della montagna possa essere violenta; il nostro impegno è e sarà massimo per gestire al meglio possibile la situazione”, sottolinea Bortoluzzi che ricorda: “Nel sorvolo eseguito ieri dall’elicottero i vasconi di contenimento realizzati a valle della linea di frana risultavano sgombri, così come risulta evidente che le opere eseguite hanno contribuito a dissipare l’energia prodotta dal fronte di frana, mai verificatosi con una quantità di materiale simile; il fenomeno della scorsa notte ha scatenato una forza dirompente mai vista in precedenza.

Nella mattinata, a fronte di oltre venti abitazioni interessate in varia misura dalla colata detritica, abbiamo attivato i primi interventi di somma urgenza. La struttura provinciale è in contatto anche con la struttura regionale di protezione civile che – tramite l’assessore Bottacin, arrivato in mattinata a Cancia – ha garantito supporto per eventuali necessità logistiche e come punto di contatto con il dipartimento nazionale di Protezione Civile.”, conclude Bortoluzzi.