La costruzione della cabinovia Apollonio/Socrepes sta scatenando una forte ondata di proteste e preoccupazioni all'interno della comunità locale. Con la scadenza del bando di appalto integrato fissata per il 13 giugno 2025, l'Associazione Comitato Civico Cortina ha inviato una lettera alle società interessate alla costruzione dell’impianto per esprimere la "profonda contrarietà" all'opera, definendola una "violenza al territorio" e uno "sfregio ambientale".
Un progetto ad alto rischio ambientale
La società SIMICO ha avviato l'appalto per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori di questo impianto a fune, destinato a gestire i flussi di spettatori e atleti. Tuttavia, i portatori di interesse della comunità locale di Cortina sottolineano i rischi elevati connessi alla costruzione e al successivo esercizio dell'impianto, rischi che, a loro dire, sono "dichiarati in tutti i documenti tecnici". La preoccupazione principale è legata al "possibile lascito di guai e problemi" che l'opera potrebbe lasciare in eredità al territorio.
La "Bandiera Nera" di Legambiente: un simbolo di protesta
A sottolineare la gravità della situazione, il Comune di Cortina d'Ampezzo ha recentemente ricevuto la "bandiera nera" di Legambiente, un'onorificenza negativa che simboleggia la "Natura violata: il prezzo di un progresso superato". Nel dossier di Legambiente, la cabinovia Apollonio-Socrepes viene esplicitamente definita un'infrastruttura "dall’impatto ambientale significativo e dalle molte criticità nel cuore delle Dolomiti".
Preoccupazioni paesaggistiche e idrogeologiche
Nonostante siano state previste quattordici prescrizioni ambientali per mitigare gli impatti del cantiere e dell’opera sull’ecosistema cortinese, le preoccupazioni per le conseguenze paesaggistiche e ambientali del progetto rimangono estremamente forti. L’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali ha, infatti, evidenziato specifiche problematiche legate alla sicurezza idraulica e alla stabilità dei versanti, chiedendo la necessità di ulteriori approfondimenti per garantire la sostenibilità complessiva dell’opera.
Il Comitato Civico Cortina auspica che le osservazioni espresse siano attentamente considerate da tutte le società che valuteranno la partecipazione al bando, affinché venga data priorità alla tutela del delicato ecosistema dolomitico.
QUI il testo della lettera