COMUNICATO STAMPA
Evidentemente non sono bastate le forzature come quando il Ministro Salvini con un colpo di mano ha imposto la realizzazione del progetto “light” della pista da bob, o quando il Governo ha dichiarato la Fondazione Milano – Cortina 2026 un ente di diritto privato per sottrarla agli obblighi previsti per un ente pubblico: ora si vuole andar oltre ed arrivare ad attribuire all’AD di SIMICO arch. Saldini i poteri di Commissario straordinario per la realizzazione della cabinovia Apollonio – Socrepes.
I problemi che riguardano la realizzazione di questo impianto sono reali e concreti e non bastano un decreto o dei super poteri per aggirarli e far finta che non esistano.
Il problema principale è la natura franosa ed altamente instabile del terreni sul quale si vuole realizzare l’opera, poi ci sono problemi di natura paesaggistica in quanto attraverserebbe i più bei prati di Cortina, poi c’è la contrarietà di molti cittadini che si vedono espropriati nelle loro proprietà, danneggiati nelle loro abitazioni e qualcuno addirittura verrebbe espropriato della sua prima casa, ad altri, come per lo studio veterinario, verrebbe impedito di proseguire con il proprio lavoro.
Ma la cosa che più fa indignare è che si vuole costruire a tutti i costi questo impianto con il solo scopo di portare gli spettatori a vedere le gare di sci femminile nella zona delle Tofane, ben sapendo che a Olimpiadi concluse verrebbe chiuso perché privo del parcheggio obbligatorio per legge.
Tutto questo per cosa? Per vendere qualche biglietto in più? Per ambizione politica di qualcuno? Ma davvero il nostro territorio, insieme a noi cittadini di Cortina, valiamo così poco da poter essere sacrificati sull’altare di un evento che dura 15 giorni? Dobbiamo davvero continuare ad assistere impotenti alle decisioni imposte sulla nostra pelle senza nemmeno venir ascoltati o informati?
Queste Olimpiadi stanno tradendo sempre più tutte le promesse di sostenibilità ambientale ed economica, si continua ad operare in emergenza, in costante ritardo, iniziando opere che non si sa se verranno concluse in tempo; ci mancava anche questa storia di attribuire poteri straordinari ad un unica persona che potrà approvare, rimaneggiare, appaltare i progetti senza seguire il normale iter procedurale.
Di fronte a questa ennesima forzatura noi di Cortina Bene Comune continueremo la nostra battaglia, ma una cosa mi sento di chiedere a chi detiene il potere e può decidere a suo piacimento: abbiate almeno il buon gusto di non definirle più Le Olimpiadi della Sostenibilità.
Roberta de Zanna
CORTINA BENE COMUNE