Cortina 2026: Masolo e Zanoni (EV): «Piano economico pista da bob: disastro annunciato»
    

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Cortina 2026: Masolo e Zanoni (EV): «Piano economico pista da bob: disastro annunciato»

Redazione

07/05/2025

COMUNICATO STAMPA


Il report appena pubblicato sui costi di gestione e manutenzione della pista da bob ‘Eugenio Monti’ di Cortina d’Ampezzo non fa che confermare ciò che da anni denunciamo: siamo di fronte a uno spreco di denaro pubblico senza precedenti, giustificato solo da logiche propagandistiche e campanilistiche, non da una reale pianificazione sostenibile delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026”. Così Renzo Masolo, consigliere regionale (Europa Verde), nel commentare le cifre emerse dal nuovo dossier - Analisi e verifica del Piano Economico Finanziario dello Sliding Centre “Eugenio Monti” di Cortina d’Ampezzo per la sua gestione post-olimpica, eseguita dalla società KPMG Advisory S.p.a. di Milano; che dettaglia i costi di gestione annui e le entrate nel periodo 2027-2032, a fronte di un investimento iniziale già salito a 120 milioni di euro.

Questa pista è stata imposta nonostante la contrarietà di esperti, associazioni ambientaliste, e perfino del CIO, che fin dall'inizio proponeva l’utilizzo di impianti già esistenti e funzionanti all’estero, come quelli di Innsbruck. Oggi scopriamo che oltre al danno ambientale e paesaggistico già compiuto, ci porteremo sulle spalle una struttura iper-specialistica e sottoutilizzata, che graverà a lungo sulle casse pubbliche – prosegue Masolo-. I dati parlano chiaro e non sono per nulla incoraggianti visto le incognite economiche, sociali ed ambientali che ci riserverà il futuro. La nostra contrarietà al progetto era data essenzialmente da 3 fattori: esistenza di impianti alternativi, dubbi sul progetto e insostenibilità ambientale ed economica dell’impianto. L’utilizzo di impianti esistenti e in funzione, come quello di Innsbruck, avrebbe evitato il consumo di suolo e l’utilizzo di ingenti risorse economiche della comunità”.

Non irrilevante è l’esposizione della pista ‘Eugenio Monti’ a sud, e non a nord come avviene di solito. Una follia progettuale, - sottolineano i consiglieri - che comporterà il ricorso a una percentuale di risorse molto più elevata rispetto ad impianti realizzati in passato. Un grave errore in epoca di cambiamenti climatici. Mantenere questo impianto sarà complicatissimo, soprattutto a Olimpiadi concluse, considerata la sua natura energivora e il fatto che riguarda una disciplina sportiva assai di nicchia. Le amministrazioni dovranno sudare ‘sette camicie’ per mantenere questa pista ghiacciata, ricorrendo a fondi pubblici. Fin dall’inizio la gestione di questa Giochi olimpici non ha incontrato i criteri di partecipazione richiesti da cittadini e associazioni, nonostante il fatto che senza fondi pubblici questa pista non sarebbe stata costruita.

Mentre in chi amministra il Veneto continua a ignorare i bisogni reali dei veneti in sanità e trasporto pubblico, -commenta Andrea Zanoni consigliere regionale (Europa Verde) - i contribuenti dovranno pagare uno sperpero di 1.100.000 all'anno per mantenere in vita un'opera faraonica come la pista da bob di Cortina, un monumento allo spreco che servirà a pochi atleti per poche settimane all'anno, ma il cui costo ricadrà su tutti i cittadini per decenni.

Le Olimpiadi dovevano essere l’occasione per investire in mobilità sostenibile, messa in sicurezza del territorio, e infrastrutture utili alla popolazione nel lungo periodo; invece, preso atto che molte opere non verranno concluse in tempo, il timore che sia stia procedendo a una nuova edizione di Italia 90. La pista da bob sarà il Monumento Nazionale al Negazionismo Climatico altro che un nuovo Guggenheim come sostiene Zaia o alla cupola del Brunelleschi come ha avuto il coraggio di affermare il ministro Salvini. Noi ve lo avevamo detto chiaramente, - conclude Masolo - ma non avete voluto ascoltarci. E ora chi pagherà? E come si dice…Pagherà Pantalone come al solito!»