Cessione aree ex-stazione in assenza di pareri favorevoli: com’č possibile?
    

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Cessione aree ex-stazione in assenza di pareri favorevoli: com’č possibile?

Lettere al giornale

06/05/2025

Io mi chiedo (e chiedo pubblicamente a chiunque è al dentro della questione, redazione, esperti o lettori di questo giornale) come sia possibile che il Comune di Cortina d’Ampezzo possa tranquillamente cedere terreni, nell’area della ex stazione ferroviaria, che:

- ai sensi dell’accordo con il Demanio del 1987, dovevano rimanere pubblici;

- ai sensi del decreto della Sovrintendenza dei Beni Culturali del 2013, sono vincolati e non possono essere oggetto di ristrutturazione o nuove costruzioni, senza il parere favorevole della stessa Sovrintendenza.

Su questi terreni il Comune dovrà concedere il permesso di costruire.

L’unico permesso finora esistente è quello della Sovrintendenza dei Beni Culturali che ha concesso le operazioni di bonifica bellica con il vincolo che in caso di di scoperta di beni soggetti a vincolo (come per esempio binari ferroviari) la stessa Sovrintendenza avrebbe dovuto intervenire con altri permessi e/o dinieghi …

Nulla è presente al momento sulla ristrutturazione degli edifici esistenti, men che meno sulla costruzione di nuovi edifici.

Come è possibile che tutto possa procedere senza che ci siano atti certi sulla possibilità di iniziare e concludere il progetto di ristrutturazione dell’area ex stazione, come è stato presentato lo scorso 3/1/2025 in centro a Cortina, nel famoso igloo?


Manuel Fantini

 

Gent.mo sig. Fantini,

come da Lei ricordato l’area della Stazione che il Demanio ha ceduto al Comune di Cortina secondo l’accordo del 1987 doveva rimanere ad esclusivo uso pubblico. Tuttavia tra il Demanio e il Comune, durante la scorsa amministrazione Ghedina, è stato stipulato un accordo per poter alienare una parte dei terreni in cambio del commissariato di Polizia. Alienazione che tuttavia non è ancora stata formalizzata.

Sui pareri della Sovrintendenza, è proprio come da Lei riportato: sono stati dati i pareri favorevoli alla concessione dello scavo per la bonifica bellica, e parte del progetto esecutivo “fase 1” relativo alla realizzazione del commissariato della Polizia all’ex Convertitrice. Non è stato dato alcun parere sul vincolo dei Beni culturali, pertanto allo stato attuale non è possibile edificare.

Sul parere della Sovrintendenza al progetto “Fase 1” è stato fatto ricorso al TAR con motivi aggiunti, la cui sentenza dovrebbe essere notificata a breve, assieme agli altri ricorsi.

Tutto ciò spiega perché in stazione, a quasi un anno dalla consegna dell’area alla Renco, è stato fatto ben poco, come si può vedere da alcuni punti al di là delle recinzioni di via Marconi.


La Redazione