Mai più piste da bob nel mondo in futuro: è questo l’annuncio fatto oggi da Thomas Bach, presidente del CIO.
Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Oggi vogliamo vederlo mezzo pieno, perché quanto è stato fatto in questi anni per mobilitare l’opinione pubblica riguardo al tanto discusso impianto della pista da bob di Cortina non ha fermato la sua costruzione, ma ha raggiunto un importantissimo traguardo: ha messo il CIO nella condizione di anticipare subito i tempi, nel caso qualcuno voglia nuovamente mettersi in testa di fare un’altra opera di questo genere, simbolo dell’insostenibilità ambientale, sociale ed economica, e contro la stessa agenda del CIO su cui si era fondata la candidatura dell’Italia ai Giochi del 2026.
Thomas Bach, presidente del CIO in mattinata ha chiamato il commissario di Governo e Amministratore delegato di SIMICO Fabio Saldini per comunicargli che la pista di Cortina sarà l’ultimo impianto di questo genere ad essere costruito nel mondo. La notizia è stata rivelata dallo stesso Saldini durante l’accensione della centrale di refrigerazione del nuovo impianto davanti ai giornalisti e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Morelli, assente Luca Zaia, che aveva annunciato la sua presenza ma all’ultimo ha dato forfait per altri impegni istituzionali.
Bach ha voluto mettere subito le mani avanti, dopo quattro anni di insistenze nei confronti del governo italiano chiedendo fin dal 2021 – quando la pista era ancora in mano alla regione Veneto, di non costruire una nuova pista da bob perché sarebbe stato un impianto inutile e insostenibile. Come dire: ne abbiamo avuto abbastanza del caso Italia, mettiamo subito le mani avanti, nessun’altra pista da bob nel mondo.
Una vittoria per chi si è battuto in questi anni per impedire la costruzione di un impianto costosissimo, insostenibile economicamente, e dannoso per l'ambiente. Costosissimo nella costruzione, ma anche nella gestione per il futuro per il Comune di Cortina che si troverà la grande opera sul groppone.
Vittoria a metà, purtroppo, perché siamo proprio noi gli ultimi a subire questo scempio nel cuore di Cortina, nelle Dolomiti Patrimonio Unesco, ma comunque una vittoria per il futuro, poiché scempi del genere non verranno più fatti in nome delle Olimpiadi.
Oggi vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno: tutto ciò che abbiamo fatto ha lasciato una legacy per il futuro.