Ancora intimidazioni alla stampa da parte di Fabio Saldini, amministratore delegato di SIMICO, Società Infrastrutture Milano Cortina 2026, che gestisce le opere olimpiche per conto del Governo per circa un miliardo e mezzo di euro; questa volta (e non è la prima) contro un cronista del Corriere delle Alpi che ieri, in occasione della visita dei delegati del CIO al cantiere della pista di bob, si era presentato per poter accedere al sopralluogo e poter esercitare quello che nella Costituzione italiana si chiama diritto di cronaca.
Al giornalista è stato impedito l’accesso, e quindi ha aspettato la fine della visita per poter fare le sue interviste ai tecnici presenti. La sorpresa però è stata che, mentre lui era fuori che attendeva, dentro al cantiere c’erano colleghi di altre testate che partecipavano al sopralluogo assieme ai tecnici del CIO.
Un comportamento da parte di SIMICO che ha indotto il Comitato di redazione dei giornali veneti del gruppo Nem, (di cui fa parte il Corriere delle Alpi), congiuntamente al sindacato giornalisti del Veneto, a denunciare il gravissimo episodio.
Questo il testo del comunicato: «Il Comitato di redazione dei giornali veneti del gruppo Nem insieme al sindacato giornalisti denuncia il gravissimo episodio accaduto ieri, lunedì 24 febbraio, a Cortina, dove a un collega del Corriere delle Alpi è stato negato di partecipare al sopralluogo nel cantiere della costruenda pista da bob organizzato da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa, la società pubblica che svolge tutte le attività di realizzazione delle opere connesse ai Giochi del 2026) con i tecnici del Cio (Comitato olimpico internazionale).
In loco a precisa domanda gli è stato risposto che il sopralluogo era chiuso alla stampa, ma colleghi di altre testate hanno invece potuto partecipare. Il Comitato di redazione e il sindacato giornalisti del Veneto ritengono inaccettabile l’accaduto, che va a minare il diritto-dovere di cronaca tutelato dalla Costituzione e che lede la professionalità di cronisti che stanno quotidianamente raccontando la preparazione ad un evento di portata internazionale come sono le Olimpiadi»