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Iniziati i lavori in Parrocchia per la ristrutturazione dell'edificio

Marina Menardi

02/02/2025

Un’altra enorme gru è apparsa la scorsa settimana nel centro di Cortina d’Ampezzo, precisamente nell’area del parco giochi dell’asilo parrocchiale, nei pressi degli edifici della canonica e “Frenademetz”, di proprietà della Parrocchia di Cortina: sono partiti i lavori di “adeguamento normativo e ristrutturazione” del terzo e quarto piano dell’edifico “Frenademetz”, il più datato dei due, risalente agli anni Sessanta (il secondo è degli anni Settanta), dove si ricaveranno 35 stanze con bagno, doppie o singole, a seconda delle metrature, per circa 70 posti letto, senza le cucine; in altre parole, i due piani saranno adibiti a uso foresteria. 

Nato come orfanotrofio, l’edifico “Frenademetz” è ora così suddiviso: al piano terra ci sono le cucine e la scuola materna; al piano primo l’ ”Isola che c’è” e l’asilo nido, al piano secondo gli spazi per la Pastorale giovanile ed altre attività parrocchiali, mentre il terzo e quarto sono in disuso dalla fine anni Novanta ed è la parte che verrà ristrutturata. «Gli ultimi orfani qui ospitati sono del 1993, dopo di ché per un periodo sono stati ospitati ragazzi affidati dai tribunali, e in seguito questa necessità è calata» spiega il parroco don Ivano Brambilla. Da allora nulla è stato fatto per recuperare gli spazi, oggi in disuso, anche se non proprio mal messi, ma che avrebbero comunque bisogno di un adeguamento. 

La ristrutturazione è partita solo ora in quanto legata alla vendita di Villa Alessandra, un immobile di proprietà della parrocchia per volontà testamentaria: una vicenda che risale ancora agli anni Novanta, ma che si è concretizzata solamente di recente. Dopo varie trattative con il Comune che hanno attraversato tre amministrazioni (Franceschi, Ghedina e Lorenzi), la Villa che si trova in via Roma tra il Savoia Residence Palace e la casa dell’Anas è stata finalmente venduta, per un incasso di 6,5 milioni di euro. 

«Da questa cifra, bisogna poi togliere 1.2 milioni che sono andati al Comune per il cambio di destinazione, 450mila euro in spese legali e commercialista, 200 mila di tasse varie, 400 mila di oneri già versati al comune per l’urbanizzazione, e 1,5 milioni per un appartamento che da contratto abbiamo dovuto acquistare» spiega don Ivano. A conti fatti, rimangono 2,8 milioni, anche se il milione e mezzo dell’appartamento può rientrare nella disponibilità della parrocchia attraverso la vendita. In definitiva, la cifra a disposizione con la vendita dell’appartamento a Villa Alessandra, è di circa 4.3 milioni.

Si inizia subito con il cappotto di tutta la struttura completa, la sistemazione dei tubi del riscaldamento, i serramenti nuovi di tutta la struttura. «Questo è il primo lavoro da fare, già così ci sarà un grande risparmio energetico sui costi fissi» spiega don Ivano. Si andrà avanti poi con la realizzazione delle stanze per la foresteria al terzo e quarto piano. 

Una delle aule oggi in disuso nei piani da ristrutturare

Per volontà testamentaria, villa Alessandra deve essere utilizzata per attività con finalità pastorali, ovvero di ricaduta sul territorio. A questo punto, la domanda è: che cosa fare con le stanze ricavate al Frenademetz? «Noi come parrocchia non siamo in grado di gestire la struttura; cerchiamo pertanto qualcuno che si prenda le camere per autogestirle, in modo che noi poi non ci pensiamo più, insomma affittare i due piani. Il ricavato degli affitti ci servirà in seguito a sistemare anche i piani sotto, perché il bilancio della Parrocchia, al momento sostenibile, non potrebbe sopportare un tale onere» dice don Ivano. 

L'ipotesi più accreditata per il momento è di affittare tutte le stanze e dare la gestione del comparto agli albergatori per poter dare alloggio al personale, anche se don Ivano afferma che «non vi è ancora alcun impegno scritto con nessuno». 

Una preoccupazione per il parroco è la promiscuità nel caso di affitto a personale esterno alla parrocchia che alloggerebbe ai piani superiori. Questo problema è stato risolto con una scala esterna di emergenza che verrà costruita nuova e con un ascensore esterno che non ha fermata ai piani inferiori. La scala di emergenza e l’ascensore esterno saranno utilizzati appunto per l’ingresso al terzo e quarto piano.