Cortina, 06/01/2025
Agli stimati:
Sindaco di Cortina d’Ampezzo - Sua Sede -
cortina@pec.comunecortinadampezzo.it
Presidente della Provincia
di Belluno - Sua Sede
provincia.belluno@pecveneto.it
Presidente della Regione Veneto - Sua Sede
presidenza@regione.veneto.it
e, per conoscenza:
agli organi di stampa locali – loro Sedi
info@vocidicortina.it
Oggetto: Centro di Fondo a Fiames – Cortina – lettera aperta
Egregi Signori,
Un paio di anni fa il nostro bellissimo Centro Fondo di Fiames è stato chiuso. Si tratta di un Centro unico, con itinerari vari e apprezzatissimi sia dai residenti che – soprattutto – dai turisti.
Da quanto letto sui giornali, le motivazioni sono multiple, legate alle normative delle “nuove” piste da fondo e da discesa, che prevedono un rischio idro-geologico praticamente pari allo “zero”.
Non ho dubbi che la chiusura sia stata fatta nel rispetto delle norme e che la mancata riapertura – malgrado gli sforzi dei privati, amministratori, tecnici e degli enti competenti – venga impedita sempre per rispettare tali norme.
Da cittadino di Cortina e fondista appassionato, faccio però molta fatica a capire che non si riesca a trovare una soluzione. Il Centro Fondo è infatti composto da più circuiti di varia difficoltà, tutti indipendenti, ma allo stesso tempo collegati tra loro
1. Il campo scuola.
2. La pista “3G”.
3. Il nuovo circuito “3G bassa”.
4. Il nuovo collegamento con sottopasso alla pista “giro di Pian de Ra Spines”.
5. Il circuito “Pian de Loa”.
6. Il collegamento “Pian de Loa – S.Uberto – Ex Ferrovia”.
7. La pista Ex Ferrovia.
Tutti i singoli circuiti/piste possono essere chiusi temporaneamente in caso di previsione di rischio idrogeologico (valanghe, frane, inondazioni), come peraltro sempre fatto negli ultimi decenni. Ricordo che, per alcuni anni, era il personale del Corpo Forestale dello Stato a decidere la chiusura/apertura delle singole piste.
Il fatto che rende ancora più difficile comprendere l’impossibilità di riaprire le piste, è che nella stessa zona:
Visto dall’esterno, sembrerebbe quasi ci sia un accanimento contro il fondo, i fondisti, i professionisti, i commercianti e gli albergatori che gravitano attorno a questo sport.
Nei mesi recenti abbiamo visto che con la volontà politica si possono attuare opere che superano i vari vincoli normativi e tecnici, come ad esempio la costruzione della nuova Pista da Bob (non si tratta di un adeguamento, ma di una costruzione totalmente nuova), il rifacimento della ex stazione (cambio di destinazione d’uso, edifici costruiti ex novo), la cabinovia Apollonio-Socrepes (nuovo impianto in prossimità di una zona geologicamente problematica), la prossima costruzione della mini-tangenziale sul Lungo Boite con successiva chiusura del traffico in Via C. Battisti.
Mi aspetterei quindi che anche per il Centro Fondo di Fiames ci fosse la volontà politica di trovare delle soluzioni, mettendo eventualmente in sicurezza i punti più critici, o trovando delle brevi deviazioni di percorso. Oppure facendo delle deroghe alle normative vigenti, ovviamente sempre legate alla situazione ambientale del momento (chiusura temporanea dei singoli percorsi). Ci tengo a far notare che la riapertura delle Piste di fondo avrà un impatto ambientale basso o addirittura nullo, e comunque assolutamente inferiore a quello di ognuna delle varie opere sopra riportate, ora in corso a Cortina.
La riapertura delle piste da fondo permetterà inoltre a molti amanti della montagna di praticare lo sci di fondo quando parte delle piste da discesa di Cortina saranno riservate ai Giochi Olimpici (ricordate quanti fondisti c’erano nel periodo del Covid, quando le piste da discesa erano chiuse?).
Concludo con il desiderio di NON ricevere dai nostri Amministratori (Comune, Provincia, Regione) una risposta scritta o delle promesse, ma di vedere riaperte le piste di fondo a Cortina prima del Natale 2025.
Ringrazio per l’attenzione e rimango nella speranza di poter praticare lo sci di fondo sulle nostre magnifiche piste già all’inizio della prossima stagione invernale.
In fede
Andrea Lacedelli
(Vignetta di Maurizio de Lotto)