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Villaggio olimpico a Cortina: da “temporaneo” già si prospettano due anni di vita in più

Associazione Comitato Civico Cortina

30/11/2024

Con un complicato giro di parole riportato nella Convenzione con SIMICO e Fondazione MICO, l’Amministrazione comunale di Cortina d’Ampezzo cerca di tenere in vita il Villaggio Olimpico a Fiames anche dopo la fine delle competizioni del 2026, con buona pace di tutti i proclami della temporaneità dell’opera e della sostenibilità ambientale.

Fino a ieri, dunque, si diceva che l’opera sarebbe stata smantellata subito dopo l’evento; ora si profila la possibilità di proroga per mantenere l’infrastruttura olimpica per altri due anni, non spiegando bene il perché. 

«L’hanno scampata bella gli abitanti di Campo e hanno fatto bene a non fidarsi delle promesse» ha commentato la consigliera di Cortina Bene Comune Roberta de Zanna, ricordando durante la seduta che si era paventata l’idea di installare i prefabbricati negli splendidi ampi prati di Campo. Fiames è comunque la porta di ingresso del Parco Regionale della Dolomiti d’Ampezzo. 

Il consiglio comunale ha approvato venerdì 29 novembre uno schema di convenzione con la società SIMICO e la Fondazione MICO per l’uso temporaneo dell’area di Fiames per allestire il Villaggio olimpico, aggiungendo però che l’obbiettivo del progetto è anche quello di recuperare le aree dell’ex Aeroporto Militare e avviare un processo virtuoso di uso temporaneo. 

I beni e i terreni di proprietà del Comune di Cortina d’Ampezzo si trovano nell’area dell’ex aeroporto, per una superficie di mq. 97.758. Secondo quanto previsto dal dossier di candidatura, il villaggio olimpico, opera che gode di un finanziamento di 39.084.700 euro, consiste nell’allestimento di container marini convertiti e moduli abitativi prefabbricati, pronti ad accogliere fino a 1400 ospiti. I moduli vengono noleggiati e tolti alla fine dell’evento sportivo. 

La convenzione tuttavia a sorpresa inserisce la possibilità per SIMICO di mantenere l’infrastruttura fino ad un anno dopo l’evento olimpico, con la possibilità di prorogare di un anno ulteriore. Un primo passo per far sì che le strutture abitative rimangano anche dopo i Giochi, invece che essere smantellate. 

Si tratta di una forzatura contro il dossier olimpico, nel quale si sottolinea che il villaggio è temporaneo, ma anche contro lo stesso iter autorizzativo intrapreso dalla Società Infrastrutture Milano Cortina 2026. Così dice SIMICO infatti in una nota stampa dell’11 giugno 2024, a conclusione della Conferenza dei Servizi decisoria sul villaggio: «Il concetto di sostenibilità è alla base delle strategie progettuali, che sono volte a minimizzare l’impatto dell’intervento, con il recupero delle strutture, la riciclabilità dei materiali, l’efficienza energetica e l’impiego di fonti di energia rinnovabile. La realizzazione si articolerà in tre fasi: costruzione dell'infrastruttura, allestimento per i Giochi e successiva dismissione e disassemblaggio al termine dell’evento sportivo». 

Anche il presidente della Regione Luca Zaia era intervenuto dai microfoni di Radio Cortina alle fine di ottobre per ribadire che il villaggio «verrà costruito e smaltito, ovvero smontato». «All’inizio abbiamo tentato di fare un’operazione per mantenere almeno una parte del villaggio olimpico fisso per i lavoratori. Poi c’è stata una posizione contraria a questa possibilità. E quindi ora si va al noleggio dei container: verrà realizzato un bel villaggio, poi verrà smantellato anche per evitare che la legacy sia una discarica di container». Zaia era intervenuto per fare chiarezza dopo un intervento del presidente dell’associazione albergatori di Cortina Stefano Pirro, che auspicava che il villaggio rimanesse come foresteria per i lavoratori.

Dal punto di vista tecnico a nostro avviso la Convenzione presenta pesanti punti critici legali e procedurali.

In primo luogo va ricordato che SIMICO ha una durata stabilita per legge fino al 31 dicembre 2026 (DL 11.03.2020, art. 3). Avendo la responsabilità dell’opera, non si capisce come possa contrattualizzare impegni che vanno oltre la propria vita. C’è infatti scritto nel documento che la convenzione può durare teoricamente fino a marzo 2028. Come farà SIMICO a rispondere degli esiti dell’appalto del “tempestivo ripristino, con oneri e spese a carico della Società” se è estinta?

Oltre questo, non sembra corretto che si proroghino le scadenze rispetto a quelle riportate nella Conferenza di servizi per l’approvazione del progetto del villaggio olimpico, dove espressamente si richiamava la sua demolizione al termine degli eventi olimpici, con ripristino dei luoghi entro il 31 dicembre 2026.