Pista bob: la bonifica bellica una pagliacciata?
    

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Pista bob: la bonifica bellica una pagliacciata?

Lettere al giornale

11/02/2024

Lo spazio destinato al rifacimento della pista di bob insisterebbe, secondo persone normalmente bene informate, su una zona possibilmente inquinata da residuati bellici anche esplosivi che potrebbero mettere a repentaglio la vita stessa dei lavoratori preposti all’intervento: tali residuati deriverebbero da quanto sarebbe ivi caduto nel corso della prima guerra mondiale conclusasi se non erro nel novembre del 1918; e, se pure volessimo temere l’esistenza di residuati bellici esplosivi provenienti dalla ritirata dell’esercito tedesco a seguito della sconfitta nella seconda guerra mondiale, questa come è a tutti noto si è conclusa nel maggio del 1945.

A far tempo da tali date quegli spazi, insieme ad altri sono stati usati per le più svariate manifestazioni sportive culminate con i giochi Olimpici invernali del 1956 che videro - tra l’altro - il trionfo di Eugenio Monti su quella pista oggetto della diatriba.

La controversa pista di bob transitava quindi già durante le olimpiadi del ’56 su un terreno presumibilmente infarcito di residuati bellici esplosivi e non tant’è che, penso, non vi sia casa cortinese che non conservi memoria di quel conflitto mostrando - ovviamente - non proiettili, bombe od altri esplosivi, ma schegge di varia grandezza. 

Mi pare che chiedere solo ora a distanza di due anni dalla programmata manifestazione olimpica la bonifica dei terreni sia un palese indice di disordine mentale degli organizzatori e non solo. 

Bruno de Costanzo


LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE:


Gentile Avvocato,
la sua lettera ci offre lo spunto per chiarire la vicenda della bonifica bellica del cantiere “pista da bob” a Ronco.

Il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori), prevede l’obbligo di valutazione preventiva dei rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi (articolo 28 comma 1 Dlgs 81/2008).
Il progetto per la Riqualificazione della Pista “Eugenio Monti” è stato concettualmente suddiviso in due stralci funzionali: la parte di progetto relativo alla fase di Strip-out, ovvero di rimozione di parte della pista esistente (I° stralcio) e quella relativa alla realizzazione della nuova pista (II° stralcio).

Il I° stralcio prevedeva la bonifica bellica, a seguito della valutazione del rischio effettuata dai tecnici.

Il II° stralcio non prevede invece la bonifica da ordini bellici. 

L’evidente contraddizione sulla valutazione del rischio per lo stesso cantiere può essere risolta solo dalla autorità competenti. E questo è quanto viene richiesto da più soggetti.

Quanto ai rischi bellici, indagini bibliografiche effettuate hanno evidenziato che l’area della valle d’Ampezzo e l’abitato di Cortina d’Ampezzo furono interessati dal fronte di guerra della Prima Guerra Mondiale, a partire dal 29 Maggio 1915, con l’occupazione dell’abitato di Cortina da parte delle truppe del Regno d’Italia. L’abitato di Cortina fu interessato da bombardamenti nella giornata del 31 luglio 1915, i bersagli dovevano essere un accampamento nel bacino di Cortina: l’albergo Faloria, ritenuto quartier generale del comando italiano di settore, alcuni magazzini, un parco di autocarri da trasporto e una stazione ricetrasmittente senza fili nei pressi di Pian de Palù, a 4,5 km a sud-ovest dell’abitato ampezzano.

Fu questo l’unico bombardamento aereo che coinvolse l’abitato di Cortina, mentre l’artiglieria austriaca iniziò il bombardamento della conca ampezzana il giorno 30 maggio, con alcuni tiri sulla località di Cadin; nell’agosto a farsi sentire furono due obici da 305 mm che spararono una decina di granate su Cortina e dintorni. Nel 1916 si i bombardamenti austriaci della conca ampezzana furono quasi giornalieri; il 21 febbraio andò a fuoco metà dell’abitato di Cadin, poi ci fu un periodo di relativa calma fino al 30 giugno per riprendere con violenza e cadenza quotidiana.

Uno dei problemi che dopo la guerra si dovette affrontare era quello dell’elevato numero di granate inesplose a causa dell’inefficienza delle spolette e del terreno soffice dei prati e dei boschi limitrofi all’abitato in cui le granate affondavano senza esplodere (vedi ad esempio l’incendio boschivo sopra Cortina, in località Ospitale, causato il 30 giugno 2019 da ordigni bellici inesplosi).

A riprova che le località di Pontechiesa e Ronco, sede della costruenda pista da bob, sono state oggetto di bombardamento, si veda il Lucido 1:25.000 indicante le zone colpite dal tiro nemico (austriaco) il 30.06.1916 (documento pubblicato a pag 376 del libro "La Grande Guerra sul fronte Dolomitico - La 4 Armata italiana (1915-1917)" Gino Rossato Editore 2007  autori Basilio Di Martino (Colonnello Genio Aeronautica) e Filippo Cappellano (Ufficiale che ha prestato servizio all'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito).

Per le fonti le consigliamo per esempio: A. GIBELLI, G. PROCACCI, B. MAZOHL WALLNIG, Una trincea chiamata Dolomiti. Krieg-Zwei Schützengräben, Gaspari Editore, 2003; AA.VV., La memoria della grande guerra nelle Dolomiti, Gaspari Editore, 2001. 


La Redazione