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Pista da bob: quale gestione per il futuro?

Marina Menardi

11/07/2023

Ancora non c’è un reale piano finanziario per la gestione della futura pista da bob di Cortina d’Ampezzo, una volta finite le gare olimpiche. Il sindaco Lorenzi durante il consiglio comunale di martedì 11 luglio, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere di Cortina Bene Comune Roberta de Zanna, ha confermato che i costi di gestione futuri della pista da bob saranno a carico del Comune di Cortina d’Ampezzo. 

Lorenzi non mette in discussione la relazione dei tecnici di SIMICO allegata al progetto definitivo della riqualificazione dell’Eugenio Monti, datata 15 dicembre 2022, nella quale l’impianto sarebbe leggermente in perdita il primo anno (-20 mila euro) per essere già in attivo dal secondo (132 mila euro) ed arrivare al quinto ad un utile di 764 mila euro (5000 a regime).  «L’analisi di SIMICO non viene da me messa in discussione. Sono certo che i dati sono attendibili» ha rimarcato Lorenzi.

La consigliera de Zanna non è però della stessa opinione: «Credere al business plan di SIMICO è come credere alle favole. Vengono inserite 7000 discese all’anno con il taxi bob, pari a 75 al giorno, mentre a Innsbruck se ne fanno 1200, e a Königssee 1300 all’anno: dove troviamo i piloti? Chi ha fatto questo business plan dovrebbe rimpinguare di tasca propria se non sarà come previsto. L’unica consolazione è che nella relazione viene preso in considerazione il Piano B, legato al fattore temporale, ossia l’utilizzo di infrastrutture al di fuori del confine nazionale per ospitare le gare per le Olimpiadi». 

Il consigliere ed ex sindaco Ghedina, che ha voluto le Olimpiadi e con esse la pista da bob, ha insistito sull’accordo tra gli enti – Provincia, Regione, Provincie autonome di Trento e Bolzano – per la copertura dell’iniziale stima di disavanzo di 400.000 euro all’anno a copertura di questa somma, come da lettera di impegno sottoscritta il 29 marzo 2019. Nel primo studio di fattibilità redatto dalla Regione Veneto la gestione nei venti anni postumi, considerati di vita utile della nuova pista, non risulterebbe in attivo, con una previsione massima di 400 mila euro di disavanzo. «L’accordo che era stato stipulato in fase di candidatura è fondamentale per la gestione successiva della pista» ha ricordato Ghedina.
                                                                                                                                                        
Lorenzi tuttavia ha ribadito più volte durante il Consiglio che tale accordo «non esiste allo stato attuale».