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Cortina: terminati i lavori di restauro della Cisa de i ppe in Corso Italia

Redazione

15/08/2022

Su progetto e direzione dei lavori dello studio di architettura Marpillero & Associati di Udine e con la realizzazione da parte dell’impresa bolognese Leonardo, specializzata nell’analisi, restauro e manutenzione di beni artistici, è stato rapidamente portato a termine l’intervento di restauro conservativo del bene.

Di fronte allo stupore dei passanti, è stato nuovamente rivelato quel quadro a cielo aperto che i fratelli Ghedina a metà Ottocento hanno decorato e che oggi, grazie all’intervento appena concluso, ha riacquistato vigore e vivacità cromatica.

E’ un edificio che racconta e il suo racconto ha inizio proprio in quella scritta, Aquila Nera, ancora leggibile sotto il poggiolo sul Corso. Nato infatti come dependance del così denominato albergo di Gaetano Ghedina, i suoi figli Luigi, Giuseppe e Angelo decisero di trattarlo come la tela di un dipinto, mostrando in esso tutto il loro amore per la pittura. Fu così che venne lasciato in dono alla Perla delle Dolomiti un altro gioiello, variopinto come le sue vette al tramontar del sole.
In esso i volti di Leonardo Da Vinci, Raffaello, Dürer, Tiziano, Michelangelo, Dante, Goethe, Shakespeare o lo stesso Ghedina ci osservano dall’alto; le Arti e le Scienze, le età dell’uomo e le scene di vita ampezzana creano una trama narrativa leggibile nelle facciate decorate. Un’unica porzione bianca fa da eccezione, con il suo segreto: i fratelli l’hanno lasciata volutamente incompiuta per incoraggiare una sfida a chiunque avesse voluto competere con il loro talento. Ancora nessuno ha colto la sfida.

E così, nella fedeltà della rappresentazione e dello stato conservativo con il quale essa è giunta a noi, l’intervento di restauro ha riguardato non solo gli intonaci dipinti ma anche quelli decorati, gli elementi lapidei dei basamenti e delle cornici marcapiano, e quelli lignei e metallici del balconcino.
L’immenso valore storico della casa, prima in alcuni punti languidamente conservato e quindi non leggibile in modo unitario tra i suoi fronti, è stato oggi reso di nuovo uniforme, così come concordato con la Soprintendenza delle Belle Arti di Venezia che ha seguito lo sviluppo dei lavori. E’ il rispettoso ritorno ad un antico splendore che scongiura il falso e mette in luce la verità di un manufatto che dal 1800 riafferma la sua presenza ai giorni nostri.

La famiglia Colussi, da sempre molto affezionata a Cortina e proprietaria dell’immobile, ha promosso e finanziato questo intervento di restauro per restituire alla comunità un tassello della sua storia. E questo è solo il primo degli impegni che ha intenzione di portare avanti nei confronti del paese: sta promuovendo infatti anche la realizzazione di un nuovo parcheggio interrato in centro a Cortina di oltre 170 posti auto, opera privata ma di grande interesse pubblico, che la famiglia vorrebbe mettere a disposizione della comunità in occasione delle prossime Olimpiadi.


(Comunicato stampa)