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Pista da bob a Cortina da riqualificare: per gli ambientalisti è “una grande bugia”

Marina Menardi

03/11/2021

In data 29 ottobre la Giunta regionale del Veneto, dopo l'esame di uno studio di fattibilità, sentito il Comune di Cortina d’Ampezzo e la Provincia di Belluno, ha preso la decisione di “riqualificare” la pista da bob Eugenio Monti. Una decisione che, a detta degli ambientalisti, è «una grande bugia».

«Date le caratteristiche tecniche attuali e lo stato in cui si trova ora, non basterà una riqualificazione. Per le Olimpiadi la pista dovrebbe essere completamente rifatta e quindi non si utilizzerebbe un'infrastruttura esistente, come invece hanno dichiarato i proponenti nel Dossier di candidatura Milano - Cortina 2026» spiegano le associazioni in una nota.

La nuova pista costerà, secondo le ultime dichiarazioni, 61 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti gli oneri di gestione per almeno dieci anni, che la Regione Veneto si è impegnata a sostenere.

«Il rischio concreto è che l'Italia ripeta l'errore fatto per Torino 2006: la pista da bob di Cesana è stata utilizzata solo in occasione delle Olimpiadi e subito dopo abbandonata in quanto economicamente non sostenibile» continuano. Anche allora gli ambientalisti avevano proposto di gareggiare nelle strutture preesistenti della vicina Albertville, ma non c'era stato niente da fare».

Una situazione che rischia di ripetersi oggi a Cortina. Gli ambientalisti propongono che per le gare olimpiche si utilizzi l'impianto esistente di Innsbruck (con costi assai ridotti) evitando di investire milioni di euro in un'opera di cui non si sente la necessità. 

«La montagna bellunese non ha bisogno di cattedrali nel deserto e lo stesso CIO ha espresso perplessità sul rifacimento della pista di Cortina. La pista da bob "Eugenio Monti" potrebbe anzi essere conservata e valorizzata quale infrastruttura di interesse architettonico e storico, testimonianza delle Olimpiadi del 1956, all'interno di un'area rinaturalizzata con un progetto ad hoc. Quante buone cose, e più socialmente utili, si potrebbero fare con quei 61 milioni?  E quante aspettative attese da anni da questo territorio potrebbero venire finalmente soddisfatte?» concludono le associazioni, capeggiate da Mountain Wilderness Italia.


Nella foto: alcuni dei cartelli contro la pista da bob nella manifestazione del 24 ottobre scorso a Cortina d'Ampezzo