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Un hotel circondato da case il piano Borgo Col Tondo

Marina Menardi

11/10/2020

Si chiama Borgo Col Tondo, ed è un dossier di presentazione di un progetto per la costruzione di un nuovo Borgo a Cortina, in località Col Tondo.  L’idea è stata proposta dalla famiglia Mesiter di Merano, titolare dell’hotel Irma e dell’hotel San Luis, nell’altopiano di Avelengo, vicino a Merano.  

Dalla bozza di progetto che sta girando a Cortina, tra uffici pubblici, Regole d’Ampezzo e qualche privato, si tratta di una ventina di pagine di mappe, disegni, rendering di un nuovo insediamento di un resort/albergo diffuso: un albergo centrale con una trentina di casette che sorgerebbero tutte intorno, sui terreni dove ci sono le piste da sci, ora in disuso per la dismissione degli impianti, sugli alberi, nel bosco.

Nello specifico, per quanto è riportato nel dossier, si tratta di 35 unità, così suddivise:

- un edificio principale fuori terra su piano terra e primo piano adibito ad hotel, con gastronomia, wellness, reception, amministrazione, bar, hall, check in;
- un edificio interrato con depositi, impianti tecnici, centrale termica, impianti infrastrutture;
- gli “edifici a monte”, costituiti da 18 chalet solo piano terra con due camere da letto,  5 chalet con quattro letti su piano terra e primo piano, 2 chalet stesso tipo con 6 posti letto, per un totale di 25 unità;
- le 10 “case sugli alberi”, di cui 6 unità monopiano e 4 unità su due piani, con due letti per unità.

In totale, dunque, il Borgo Col Tondo varrebbe 35 nuove unità, 88 posti letti, 8.451 metri quadri di superficie e 19.934 metri cubi di nuove costruzioni.

La zona in questione era, fino ad un anno e e mezzo fa, di proprietà della società Faloria Spa, che ha gestito per oltre vent’anni la zona sciistica di Guargné, Col Tondo e Mietres.

Dopo la chiusura delle seggiovie di Mietres, un paio di anni fa, la Faloria Spa aveva messo in vendita l’area di Col Tondo con un progetto già approvato in Comune di recupero dei volumi di Col Tondo: il bar, la stazione di partenza della seggiovia, il garage ricovero per i gatti delle nevi, le baracche dei magazzini, al fine di ricavare volume sufficiente per una struttura da destinare ad attività alberghiero/ricettiva.

Dal recupero dei volumi ora si sa che si punta a qualcosa di più, cioè non più un albergo, ma una sorta di villaggio di residenze turistiche sui terreni delle piste in disuso dopo la chiusura degli impianti. I proponenti si sono recati sia all’ufficio urbanistica del Comune, sia alle Regole d’Ampezzo, in quanto proprietarie di alcuni terreni coinvolti nel progetto, sia da alcuni privati per l’acquisto dei terreni interessati.