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"JÄGERHAUS": la nuova stalla e il nuovo agriturismo a Cadin di Sotto

Marina Menardi

01/01/2015
"Jägerhaus" - la casa del cacciatore: è questo il nome che Angelo Ghedina Broco e il figlio Luca hanno voluto dare alla nuova azienda agrituristica che è stata inaugurata poco prima di Natale a Cortina d'Ampezzo, in località Cadin di Sotto.

Un sogno, una grande passione, che Angelo Ghedina "Broco" coltiva fin da piccolo, quando il papà faceva il contadino, e che ora finalmente si è realizzata. Nei prati di proprietà della famiglia Ghedina, alcuni dei quali acquistati nel tempo proprio con l'idea di realizzare l'azienda agrituristica, si può ammirare la nuova stalla con fienile, il magazzino, e, in uno stabile a parte, l'agriturismo con cinque camere per il pernottamento e bar-ristorante. La stalla ha già al suo interno 50 capi di vacche: 20 da latte, 20 da carne, e 10 di altra proprietà, oltre tre maiali. Prossimamente ci sarà posto anche per alcune galline. La stalla è attrezzata con una moderna sala di mungitura, che permetterà al gestore di mungere fino a quattro mucche alla volta.

Il latte viene raccolto in un serbatoio e ogni due giorni consegnato al furgone della Lattebusche, di cui Luca Ghedina è socio, e utilizzato come "latte di alta qualità", periodicamente sottoposto ad analisi di controllo.

Angelo Ghedina è socio fondatore di "Ampezzo Oasi", la cooperativa nata 22 anni fa in cui si invitavano gli Ampezzani ad "adottare" una pecora; il gregge serviva a tenere puliti i prati e i pascoli incolti, dovuti al progressivo abbandono dell'allevamento soprattutto di ovini, a Cortina d'Ampezzo.

«Ho sempre avuto la passione delle attività che fossero legate al territorio, come quelle agricole e contadine, anche per la caccia, perché valorizzano un equilibrio tra l'economia e l'ambiente. Da "Ampezzo Oasi" sono adesso arrivato a questo, coltivando quest'idea da oltre trent'anni, e soprattutto avendo mantenuto i terreni agricoli, anzi, avendone comperati altri intorno per poter avere la metratura sufficiente per l'attività.

Probabilmente, se avessi investito i miei fondi in altro, avrei avuto una resa più alta».
«Le attività agricole e contadine in montagna negli anni sono andate perse, in quanto economicamente non portano a grandi risultati.

Oggi le politiche europee vanno verso il recupero del settore primario, e grazie a incentivi e contributi, questo settore sta registrando una crescita. Il settore agricolo è l'unico in questi anni di crisi che è aumentato.

A Cortina noi abbiamo la fortuna di avere l'istituto delle Regole, che con il vincolo agro-silvo-pastorale hanno preservato il territorio. All'interno delle Regole, tuttavia, si è attraversato un periodo "verde" di conservazione dell'ambiente senza sviluppo zootecnico, che invece secondo me è indispensabile per la valorizzazione di un equilibrio economico-ambientale».

L'esempio da seguire è, secondo Ghedina, il vicino Alto Adige, e l'Austria, dove attraverso piccole aziende zootecniche a gestione familiare si è seguito un filone di sviluppo delle attività agricole abbinate alla promozione turistica legata al territorio, che qui da noi, invece, si è tralasciato.
L'attività agricola da sola, tuttavia, non basta per produrre un reddito sufficiente, e quindi le nuove leggi hanno previsto la possibilità di abbinare un agriturismo per poter mantenere l'azienda. «La normativa permette di gestire la ristorazione e le camere, con dei parametri calcolati in base alla terra a disposizione, e alla produzione di latte e carne. Il 50% dei prodotti che serviamo al ristorante deve provenire da aziende agricole certificate, il 25% devono essere prodotti propri, e il rimanente 25% è libero».

L'azienda è stata concepita sul modello delle strutture austriache e dell'Alto Adige. «Ho visitato molte aziende, sia nella pianura padana, sia in Austria e in Alto Adige. Sono rimasto esterrefatto da quanto belle sono le strutture nel Tirolo, non molto grandi, fatte con cura, gestite con un'atmosfera familiare, finalizzate a commercializzare il proprio prodotto. È a queste aziende che mi sono ispirato nella costruzione dell'agriturismo».

La "Jaegerhaus" è stata concepita il più possibile autonoma dal punto di vista energetico, costruita con materiali di classe A e con un impianto a cippato, che scalda sia l'agriturismo, sia le stalle. Gli interni dell'agriturismo in legno vecchio e legno naturale danno un'atmosfera calda e familiare.

Una nuova possibilità di fare turismo, nel rispetto dell'ambiente e del territorio.