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Nasce il comitato "Salviamo il Country" in difesa del tennis a Cortina

Marina Menardi

23/08/2021

Volantini in giro per il paese, un’auto con una vela che gira con scritto: “Non è una battuta: non lasciamoci asfaltare”, e poi la nascita e la presentazione alla stampa del comitato spontaneo “Salviamo il Country”.

Non ci stanno i soci del Tennis Country Club di Sopiazes a “lasciarsi asfaltare” dalla colata di cemento che potrebbe derivare dalla ristrutturazione della pista da bob “Eugenio Monti” in vista dei Giochi Olimpici del 2026, e partono al contrattacco di quanto era stato detto da un autorevole esponente dell’amministrazione comunale di Cortina nei confronti del Tennis Country Club (“Vi asfalteremo” era stato loro riferito). 

In occasione della Savoia Cup che si è appena conclusa - il torneo di tennis che si svolge al Tennis Country Club di Cortina che vede sfidarsi personaggi famosi del mondo sportivo e della televisione - si è costituito il comitato spontaneo “Salviamo il Country”, che in pochi giorni ha raccolto oltre 300 adesioni  tra cui molti uomini illustri che vengono a Cortina a giocare a tennis da moltissimi anni. Qualche nome: l’ex Ministro del lavoro Maurizio Sacconi,  l’Assessore regionale Elena Donazzan,  l’ex calciatore Juventus Nicola Amoruso, Jimmy Ghione e Moreno Morello di Striscia la Notizia, solo per citarne alcuni. 

La prima mossa del neonato comitato è iniziata giovedì 19 agosto con la consegna a mano di una lettera al sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina, in cui si chiede cosa vuol fare dei campi da tennis a Sopiazes ora che c’è in ballo il progetto della pista da bob. 

 

«Vogliamo che il Tennis Country non venga asfaltato» ha detto il dott. Vittorio Pesato, portavoce del comitato, durante la conferenza stampa di presentazione ufficiale. «Diciamo no alla colata di cemento a Sopiazes e chiediamo rispetto del tennis. Vorremo capire questo progetto, sempre che ci sia un progetto sulla pista da bob, altrimenti parliamo di aria fritta». Lo spirito in cui i membri del comitato sono andati dal sindaco è battagliero, ma costruttivo: «Cortina è sci ma anche altri sport. Ci saranno le Olimpiadi, ma ciò non vuol dire che il tennis debba scomparire. Gioco al Country dal 2006. Amo questa struttura e questa splendida cornice. In questo circolo si incontrano persone di altissimo livello e si trova sempre un partner del tuo livello o più forte per migliorare. Trovo davvero infelice la battuta “via asfalteremo” da parte di un rappresentante delle istituzioni. Tutti gli sport possono convivere».

«Ringrazio tutti per il calore e l’amicizia che mi state dimostrando» ha detto Paola Bergamo, presidente del Tennis Country Club. «Riteniamo di aver svolto una funzione sociale in questi anni di gestione. Siamo aperti 365 giorni all'anno; abbiamo sviluppato una scuola di tennis federale.  Necessitiamo di una programmazione pluriennale. Stiamo educando i giovani allo sport. Vorremmo continuare a farlo». 

Ha aderito al comitato anche l’assessore regionale Elena Donazzan, presente ieri all'inaugurazione al Country Club, la quale si è recata anch’essa in Comune per consegnare la lettera al Sindaco. «Ho aderito al Comitato Salviamo il Country come cittadina. Come amministratore, farò da garante tra il Country e la pista da bob. La Regione nella stesura del progetto deve sottostare alle richieste del CIO. La pista con le sue peculiarità viene disegnata dal CIO, che dà inoltre  le indicazioni di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La realizzazione della pista da bob deve sottostare a queste richieste. Poi ognuno deve fare il suo: la Regione è garante tra Coni, Comune e Regione con una fideiussione e non può variare le indicazioni del CIO. L’urbanistica e le autorizzazioni sono compito del Comune, così come dovrà far convivere anche il tennis». 


Nella foto di copertina: Jimmy Ghione, Vittorio Pesato,  Paola Bergamo e Elena Donazzan al Country Club, durante la presentazione della Savoia Cup e del comitato spontaneo "Salviamo il Country"

Un campo da tennis al Country, contornato dalla curva d'arrivo della pista da bob "Eugenio Monti", chiusa nel 2008 e in attesa di un intervento diristruttrazione da 85 milioni di euro per i Giochi olimpici del 2026