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Arrestate due persone per clonazione di dispositivi di pagamento

Un uomo e una donna, di nazionalità bulagara, sono stati arrestati sabato dai Carabinieri di Cortina d'Ampezzo per aver apposto uno strumento di colonazione dei bancomat

Nella serata di ieri in Corso Italia i militari della Stazione CC di Cortina d’Ampezzo in collaborazione con quelli del Nucleo Operativo hanno tratto in arresto in flagranza di reato una coppia di cittadini bulgari per il reato di clonazione di strumenti di pagamento.

I due, un uomo e la sua compagna entrambi quarantenni, nati e residenti in Bulgaria, nella mattinata di ieri avevano apposto sullo sportello automatico di una banca nell’affollatissimo Corso Italia uno skimmer, ovvero quello strumento che apposto sulla fessura ove vengono inserite le tessere bancomat, tramite un microchip, riesce a leggere le informazioni in esse contenute per poi, in un secondo momento, duplicarle. L’operazione avrebbe fruttato decine di migliaia di Euro in considerazione dell’altissimo numero di persone che durante la giornata di ieri aveva prelevato denaro contante dello sportello interessato.

Un operatore della Banca in questione nel primo pomeriggio si avvedeva di qualcosa di anomalo e contattava il 112 richiedendo l’intervento di una pattuglia. I militari giunti sul posto individuavano immediatamente la manomissione e s’appostavano, fingendosi vacanzieri, in attesa che il dispositivo, contenente i preziosi dati necessari alla clonazione, venisse ritirato. Dopo una lunga attesa, con i militari esposti alle rigide temperature, alle ore 21.30 circa un’insospettabile coppia si avvicinava al bancomat e furtivamente staccava le apparecchiature. A quel punto si chiudeva il cerchio ed i Carabinieri braccavano i due bulgari che non sia accorgevano di nulla trovandosi già con le manette ai polsi.
I militari estendevano le indagini perquisendo la camera presa in affitto dove rinvenivano tutto il materiale necessario alla fabbricazione dei dispositivi di clonazione, nonché ingente quantitativo di denaro contante ed un computer portatile nel quale venivano elaborati i dati “rubati”. In queste sede venivano rinvenute numerose ricevute di pagamento di alberghi per soggiorni in varie località di vacanza, pertanto non si esclude che analoghi episodi possano essere stati commessi altrove. L’indagine proseguirà per acclarare le responsabilità degli arrestati per altri episodi simili.

I due nella notte sono stati associati presso la Casa circondariale di Belluno ove concluderanno la loro vacanza Ampezzana.

27/01/2013 - Redazione


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